Un murale da vedere ma anche da toccare, pensato per rendere l’arte accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti e sensibilizzare sull’importanza della prevenzione visiva. È il progetto di comunicazione sociale ideato da LTM & Partners per Fondazione IAPB Italia ETS e realizzato nel quartiere Testaccio in vista della Giornata Mondiale della Vista 2026.
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L’opera, sviluppata sotto la direzione creativa di Sabina Leoni e realizzata dall’artista Jerico Cabrera Carandang in collaborazione con Roma Capitale, utilizza texture, volumi e rilievi che permettono di esplorare il murale anche attraverso il tatto.
Intitolata “La vista è una perla preziosa, proteggila con la prevenzione”, l’opera si sviluppa su tre campate consecutive del muro di cinta dell’Istituto Superiore De Amicis Cattaneo, in via Galvani. Il percorso narrativo mostra una perla che progressivamente si trasforma in un occhio, utilizzando una metafora visiva e tattile per rappresentare la vista come un bene prezioso e da proteggere.
L’obiettivo del progetto è portare il tema della prevenzione fuori dai tradizionali canali della comunicazione sanitaria, utilizzando la street art per raggiungere anche chi normalmente non cerca informazioni sulla salute visiva.
«Ho cercato una strada nuova e l’ho trovata nella città. I muri sono da sempre pagine bianche per la comunicazione, luoghi in cui i messaggi possono esprimere tutta la loro forza. Un muro ti capita davanti, e la prevenzione ha bisogno esattamente di questo: raggiungere anche chi non la sta cercando e chi non sa ancora di doversi controllare», spiega Sabina Leoni, direttrice creativa di LTM & Partners.
Da questa idea è nato il coinvolgimento di Jerico e la sperimentazione di materiali, spessori e superfici in rilievo per superare una rappresentazione esclusivamente visiva dell’opera e consentirne la percezione attraverso le mani.
«Non ho chiesto a Jerico di dipingere un occhio. Gli ho posto una sfida: come si rappresenta la vista per chi non può vederla? Il lavoro del creativo, spesso, è fare la domanda giusta alla persona giusta – prosegue Leoni –. La risposta l’abbiamo costruita insieme, cercando una tecnica che consentisse di leggere l’opera anche con le mani. È stato il passaggio fondamentale: il momento in cui la comunicazione sociale ha smesso di parlare di accessibilità e ha cominciato a praticarla».
Il progetto proseguirà anche oltre l’intervento di arte urbana. Il murale diventerà infatti protagonista di uno spot televisivo, realizzato nelle versioni da 30 e 60 secondi, dedicato alla nascita dell’opera e al suo messaggio.
Street art e comunicazione televisiva diventano così due strumenti della stessa campagna, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce e della tutela della salute visiva in occasione della Giornata Mondiale della Vista 2026.




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