Essere ammessi al bando non significa necessariamente ottenere il contributo. È il messaggio che Confartigianato Imprese Latina rivolge alle aziende interessate al nuovo Voucher Digitalizzazione PMI 2026, la misura della Regione Lazio che mette a disposizione 15 milioni di euro per sostenere gli investimenti digitali delle micro, piccole e medie imprese.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Dal Goretti al congresso europeo CIRSE: riconoscimenti e innovazione in Radiologia Interventistica
LATINA | Nasce la Rete delle Città di Fondazione: il capoluogo pontino guida il progetto nazionale
LATINA | Organismo per l’Innovazione ancora fermo, CISL FP diffida il Comune
A differenza dei tradizionali bandi a sportello, infatti, non sarà la velocità di presentazione della domanda a determinare l’accesso alle risorse. Le richieste saranno valutate attraverso una graduatoria basata sul punteggio ottenuto dall’impresa e sulle caratteristiche del progetto.
Per questo Confartigianato Latina ha deciso di offrire alle aziende del territorio una simulazione preliminare gratuita del punteggio, prima di procedere alla predisposizione della domanda.
«Questa misura va affrontata con un metodo diverso – spiega Letizia Bongiorno, presidente di Confartigianato Imprese Latina –. Non siamo davanti a una corsa al click. Prima di presentare la domanda bisogna capire da quale posizione parte l’impresa, quali elementi possono incidere sul punteggio e, soprattutto, se ci sono concrete possibilità di entrare in graduatoria».
Il Voucher sostiene investimenti destinati alla trasformazione digitale delle imprese, con interventi che riguardano Digital Workplace, commercio digitale, cloud computing, cybersecurity e Diagnosi Digitale.
Il contributo può arrivare fino a 50mila euro per le microimprese, 100mila euro per le piccole imprese e 150mila euro per le medie imprese. Non sono invece ammissibili progetti ai quali sia concedibile un contributo inferiore a 14mila euro.
La graduatoria terrà conto di diversi elementi, tra cui la struttura del progetto, la situazione occupazionale dell’impresa, alcuni indicatori economici, la presenza di giovani e il possesso di determinate certificazioni.
«Il rischio è fermarsi alla prima domanda: posso partecipare? – prosegue Bongiorno –. In un bando a graduatoria bisogna chiedersi anche: con quale punteggio partecipo? Una domanda perfettamente ammissibile può comunque avere poche possibilità di finanziamento se parte troppo indietro rispetto alle altre».
Per effettuare la simulazione, gli uffici di Confartigianato acquisiranno alcuni dati aziendali, tra cui dichiarazione IVA, situazione contributiva, visura camerale ed eventuali certificazioni possedute. La verifica consentirà di individuare in anticipo punti di forza e criticità e di valutare l’opportunità di procedere con la candidatura.
«Preferiamo dire a un’impresa prima della domanda che il punteggio potrebbe non essere sufficiente, piuttosto che farle scoprire mesi dopo di essere rimasta fuori dalla graduatoria – sottolinea Bongiorno –. La finanza agevolata deve essere uno strumento per programmare gli investimenti, non una lotteria».
Le domande saranno presentate attraverso la piattaforma GeCoWEB Plus. L’apertura del bando è prevista per il 29 settembre 2026. Confartigianato invita quindi le imprese interessate a non attendere l’apertura della piattaforma per iniziare a valutare la propria posizione.
«Il 29 settembre un’impresa dovrebbe arrivare già preparata – conclude Letizia Bongiorno –. Il nostro obiettivo non è presentare il maggior numero possibile di domande, ma aiutare le aziende a presentare domande che abbiano concrete possibilità di finanziamento. La verifica preliminare del punteggio è gratuita: analizziamo prima la posizione dell’impresa e poi valutiamo insieme se procedere».


