La proposta di regolamento sugli appalti pubblici presentata dalla Commissione europea rappresenta, secondo l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, un cambio di paradigma nella gestione degli acquisti pubblici. L’esponente del PPE interviene sul tema in vista del dibattito in plenaria a Strasburgo.
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«La proposta di regolamento sugli appalti pubblici presentata dalla Commissione europea va nella direzione giusta e rappresenta un cambio di paradigma importante. Gli appalti pubblici non sono più soltanto uno strumento per acquistare al prezzo più basso, ma diventano una leva per perseguire obiettivi industriali e strategici europei», dichiara De Meo.
Tra gli aspetti valutati positivamente dall’europarlamentare c’è l’introduzione del criterio del miglior rapporto qualità-prezzo come regola generale, con il superamento della logica del massimo ribasso e una maggiore attenzione alla qualità, alla sicurezza delle infrastrutture critiche e alla resilienza delle catene di approvvigionamento.
«Condivido in particolare – prosegue De Meo – l’introduzione del criterio del miglior rapporto qualità-prezzo come regola generale, superando la logica del massimo ribasso e valorizzando qualità, sicurezza delle infrastrutture critiche e resilienza delle catene di approvvigionamento. Bene anche l’introduzione di una preferenza europea per rafforzare la nostra industria nel mercato interno, così come la possibilità di limitare l’accesso dei Paesi terzi quando manca reciprocità o vi sono dipendenze strategiche».
De Meo richiama però anche alcune perplessità sul rapporto tra il nuovo regolamento europeo e la normativa italiana, auspicando che la riforma possa contribuire a una semplificazione delle regole.
«Restano alcune perplessità su come il nuovo regolamento, direttamente applicabile, si concilierà con la normativa italiana. Mi auguro che questa riforma possa aiutarci a superare la tendenza tutta italiana ad aggiungere regole ulteriori e più complesse rispetto a quelle europee, con il rischio di penalizzare la competitività delle nostre imprese», conclude Salvatore De Meo.


