FAST Confsal esprime forte preoccupazione per gli effetti della sentenza n. 13926 del 30 luglio 2026 del TAR Lazio, che ha confermato la regolamentazione provvisoria adottata dalla Commissione di Garanzia in materia di scioperi nel trasporto ferroviario.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Sanità, il 116117 attivo in tutto il Lazio: assistenza h24 per i bisogni non urgenti
ROMA | Gasolio agricolo, Sambucci: «Bene la maggiorazione del 50% per le imprese»
ROMA | Disability Manager nell’Asl di Latina, Sambucci: «Passo concreto per l’inclusione»
Secondo il sindacato, la decisione interviene su un sistema di regole già disciplinato dall’Accordo del 23 novembre 1999, tuttora valido e mai disdettato, pur riconoscendo il potere sostitutivo attribuito alla Commissione.
Le organizzazioni ricorrenti, ORSA Ferrovie, FAST Confsal e UGL Ferrovieri, sostengono che non vi fosse alcuno stallo negoziale. Il confronto, spiegano, era ancora aperto e le parti sindacali avevano chiesto da tempo una revisione complessiva dell’accordo alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti nel settore ferroviario.
FAST Confsal contesta quindi il ricorso alla regolamentazione provvisoria, che avrebbe di fatto interrotto anticipatamente il confronto modificando due punti dell’articolo 4, coincidenti, secondo il sindacato, con quelli richiesti dall’associazione datoriale nel 2024.
Critiche anche sull’applicazione delle nuove disposizioni. «Ancora più grave è l’applicazione anticipata delle nuove regole: con nota del 20 gennaio 2025, la Commissione ne ha dichiarato l’efficacia prima dell’adozione formale, consentendo a Trenitalia di applicarle allo sciopero del 9 febbraio 2025. Una prassi che configura un vantaggio unilaterale e mina la credibilità dell’intero impianto regolatorio», sostiene l’organizzazione.
Per FAST Confsal, la sentenza del TAR non avrebbe creato questo sistema ma ne avrebbe confermato l’impianto, rendendo necessaria una riflessione più ampia sulla disciplina degli scioperi nei servizi essenziali. Il sindacato richiama in particolare preavvisi, rarefazioni, fasce garantite e prestazioni minime, ritenendo che nel tempo abbiano ridotto la capacità dello sciopero di incidere concretamente nei rapporti di forza.
«Il diritto di sciopero appartiene ai lavoratori e le organizzazioni sindacali ne sono custodi, non proprietarie», sottolinea FAST Confsal, che invita a riflettere anche sul ruolo assunto dal sindacato negli ultimi trent’anni, affinché la ricerca delle compatibilità non determini una progressiva rinuncia alla propria autonomia conflittuale.
La posizione è stata espressa dal segretario generale di FAST Confsal, Pietro Serbassi.


