Latina Bene Comune torna sulla questione della refezione scolastica e contesta la scelta dell’Amministrazione comunale di far partire il servizio mensa il 5 ottobre per la scuola primaria e il 12 ottobre per la scuola dell’infanzia. I consiglieri comunali Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria del movimento Elettra Ortu La Barbera, chiedono al Comune di reperire le risorse necessarie per anticipare l’avvio del servizio, tutelando famiglie, bambini e lavoratori della Vivenda.
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«Come troppo spesso avviene da parte dell’esecutivo dell’amministrazione Celentano, quando ci sono dei problemi assistiamo a un tristissimo scaricabarile, che evidenzia la mancanza di capacità di affrontare e risolvere i problemi assumendosi le proprie responsabilità. Anziché ammettere di aver effettuato una scelta politica, figlia della volontà di produrre economie anche su servizi essenziali come questo, vengono scaricate le responsabilità sull’organizzazione scolastica e sui dirigenti», affermano gli esponenti di LBC.
Secondo il movimento, se l’obiettivo fosse stato realmente quello di coordinare l’avvio della refezione con l’organizzazione degli istituti, l’assessora Federica Censi avrebbe dovuto confrontarsi preventivamente con i dirigenti scolastici. LBC sostiene invece che la decisione sulle date sia stata assunta prima del confronto, determinando conseguenze sia per le famiglie sia per i dipendenti della Vivenda, che rischiano un ulteriore mese senza stipendio.
«Davvero l’assessora vuol scaricare la responsabilità del mancato servizio sui dirigenti scolastici che ogni giorno con grande fatica e senso dello Stato aprono le scuole? Davvero vuol farci credere che siano state le scuole a chiedere questo ritardo nell’adempimento di un pubblico servizio?», chiedono i rappresentanti di Latina Bene Comune.
«Come al solito viene fatto il gioco delle tre carte», proseguono. «Qui parliamo di circa 4.000 pasti al giorno che interessano altrettanti giovani e le loro famiglie. Questa impostazione è sbagliata nella forma e nella sostanza: il servizio mensa dovrebbe essere garantito a prescindere».
LBC evidenzia inoltre che la scuola primaria vedrebbe partire il servizio il 5 ottobre e quella dell’infanzia il 12 ottobre, mentre la chiusura della refezione sarebbe fissata all’11 giugno nonostante le scuole dell’infanzia terminino il 30 giugno. Una situazione che, secondo il movimento, inciderebbe anche su circa un centinaio di lavoratrici e lavoratori coinvolti nel servizio.
La questione, per LBC, riguarda più in generale le politiche di sostegno alla famiglia. «Le politiche per la famiglia non si fanno soltanto con dichiarazioni di principio o incentivi economici. Si fanno anche — e forse soprattutto — attraverso una rete di servizi affidabili: asili, scuole, mense, trasporto scolastico, tempo pieno, servizi educativi. Una mensa che parte puntualmente è anch’essa una politica per la famiglia e per la conciliazione tra lavoro e vita familiare».
Il movimento contesta anche la ricostruzione relativa agli anni precedenti. «La Censi sostiene che il servizio sia sempre partito a ottobre, ma durante l’amministrazione Coletta il servizio mensa è partito tra il 20 settembre e il 1° ottobre al massimo. Non è quindi corretto utilizzare una ricostruzione del passato per giustificare una scelta che oggi penalizza tutti», sostengono gli esponenti di LBC, ricordando anche la raccolta firme promossa dai genitori di diversi istituti cittadini e le proteste dei lavoratori Vivenda.
Latina Bene Comune richiama inoltre l’analisi dell’ex assessore al Bilancio e alla Scuola Gianmarco Proietti sulla necessità, di fronte alla rigidità del bilancio, di stabilire quali servizi tutelare prioritariamente. «Le risorse non sono infinite, ma proprio per questo le scelte devono essere politiche e dichiarate. Se si decide di risparmiare sulla refezione scolastica, penalizzando 4.000 pasti al giorno, migliaia di famiglie e i lavoratori che garantiscono il servizio, bisogna avere il coraggio di dirlo e di assumersene la responsabilità».
Infine LBC collega la vicenda della mensa ad altre questioni riguardanti i servizi scolastici, citando il ritardo registrato lo scorso anno per gli assistenti agli alunni con disabilità e i tagli alla Comunicazione Aumentativa Alternativa.
«Che il Comune trovi questi soldi. Li trovi per i bambini, per le famiglie e per i lavoratori. Perché quando si parla di servizi essenziali non si può continuare a fare economia penalizzando i cittadini più fragili, le famiglie e i lavoratori», concludono gli esponenti di Latina Bene Comune, chiedendo maggiore coordinamento tra Comune e istituzioni scolastiche e risorse sufficienti per garantire la refezione da pochi giorni dopo la riapertura delle scuole fino alla conclusione dell’anno scolastico.


