A Sezze nasce il comitato di Progetto Civico Italia, la rete che punta a mettere in collegamento le esperienze civiche territoriali con la politica nazionale. A costituirlo sono Federica Fiorini, funzionario pubblico, Gloria D’Arpino, dirigente scolastica, Fabiola Rossi, avvocato, Teresa De Renzi, imprenditrice, e Desy Polisena, psicologa specializzata in DSA.
Un comitato costituente interamente al femminile, scelta alla quale le promotrici attribuiscono anche un preciso significato politico: la necessità di una profonda trasformazione che renda concreta la parità di genere nella vita pubblica setina.
- Advertisement -
Alla base dell’adesione c’è la volontà di rafforzare il collegamento tra politica nazionale e realtà territoriali, partendo dall’esperienza di amministratori locali, liste civiche e comitati cittadini.
Il collegamento con le realtà territoriali è una risorsa indispensabile per la politica nazionale. Le esperienze civiche sono imperniate sulle esigenze dei territori, sulla capacità di individuare soluzioni vicine ai bisogni dei cittadini e sulla partecipazione diretta delle persone, spiegano i promotori.
- Advertisement -
I comitati cittadini, le liste civiche e gli amministratori locali vengono indicati come i soggetti che quotidianamente affrontano i problemi delle comunità e costruiscono risposte. Gli enti locali, in questa visione, rappresentano la prima linea della catena politico-istituzionale e il primo interlocutore al quale i cittadini si rivolgono.
Progetto Civico Italia nasce per unire queste esperienze e queste competenze, per collegare la politica nazionale alle realtà territoriali e far sì che le istanze dei territori trovino soluzioni ampie e strutturali, si legge nel documento con cui viene annunciata la nascita del comitato setino.
- Advertisement -
Da qui la decisione di aderire alla rete anche a Sezze, con l’obiettivo di entrare in contatto con amministratori che lavorano sui territori e contribuire alla costruzione di un’alternativa civica.
Vogliamo stare in un luogo in cui si dibatte di territori, di idee, di soluzioni e di innovazioni. Crediamo profondamente nella partecipazione, nella prossimità, nella giustizia e nelle sue garanzie, nel diritto alla sicurezza, alla bellezza e al decoro, nella trasparenza, nell’uguaglianza e nell’inclusione, nell’innovazione e nella sostenibilità, sottolineano ancora i promotori, richiamando come elemento fondante l’orgoglio civico e la possibilità per ogni cittadino di essere protagonista del cambiamento.
Il retroscena
Dietro la costituzione del comitato c’è però anche un passaggio politico che va oltre i cinque nomi indicati ufficialmente come componenti del costituente. Tra gli aderenti a Progetto Civico Italia ci sono infatti Emiliano D’Arpino, Amerigo Marchionne, Antonio Tartaglia e Manuela Fantauzzi. Di fatto, una gran parte di Setiam aderisce al progetto, trovando una collocazione all’interno di una rete che punta a mettere insieme esperienze civiche territoriali e a dare loro una dimensione più ampia.
C’è però ancora una casella da riempire, ed è probabilmente quella politicamente più significativa. Setiam sta lavorando per arrivare anche all’adesione personale di Rinaldo Ceccano, che al momento sembrerebbe ancora in forse. A rendere meno immediato il passaggio sarebbero gli equilibri con altre personalità presenti nel direttivo del movimento e la necessità di tenere insieme sensibilità e percorsi politici differenti. Non necessariamente, dunque, una distanza dal progetto, quanto una scelta personale che avrebbe un peso diverso e che proprio per questo richiede qualche valutazione ulteriore.
Se quella di Ceccano resta una partita ancora aperta, la scelta politica di Setiam appare invece sostanzialmente compiuta. A dirlo non sono soltanto le adesioni già raccolte, ma anche la presenza nel comitato costituente di Federica Fiorini e Desy Polisena e, soprattutto, il lavoro di coinvolgimento avviato nei confronti di personalità esterne al movimento. È probabilmente questo l’elemento più interessante dell’operazione: Progetto Civico Italia potrebbe non rappresentare semplicemente una nuova sigla alla quale aderire, ma diventare uno spazio politico attraverso il quale allargare il perimetro dell’attuale esperienza civica.
E a Sezze ogni ragionamento di questo tipo porta inevitabilmente alle elezioni amministrative del 2027. La scadenza è ancora sufficientemente lontana da rendere prematuro parlare di candidature, coalizioni o schieramenti già definiti, ma non abbastanza da considerare irrilevanti i movimenti che iniziano a verificarsi. È proprio nei mesi che precedono l’apertura ufficiale della partita elettorale che normalmente si costruiscono rapporti, si verificano disponibilità e, soprattutto, si cerca di capire quali esperienze possano stare insieme.
In questa prospettiva, l’adesione sostanzialmente compatta di Setiam a Progetto Civico Italia assume un significato che supera la semplice partecipazione a una rete nazionale. Il movimento arriva da un’esperienza politica già strutturata sul territorio e la scelta di entrare in un contenitore che mette al centro il civismo può rappresentare anche il primo tassello di un percorso destinato a guardare al prossimo appuntamento con le urne.
Molto dipenderà proprio dalla capacità di andare oltre il recinto di Setiam. La presenza di Fiorini e Polisena nel comitato costituente e l’opera di persuasione avviata verso persone che non appartengono al movimento sembrano indicare che l’obiettivo non sia semplicemente trasferire Setiam dentro un’altra sigla, ma provare ad allargare il campo, costruendo relazioni con pezzi della società civile e personalità che finora hanno seguito percorsi differenti.
Naturalmente tra la nascita di un comitato e la costruzione di una proposta elettorale c’è ancora molta strada. E sarebbe prematuro sovrapporre automaticamente Progetto Civico Italia a una futura lista per le amministrative. Ma la politica vive anche di segnali e quello arrivato con la costituzione del comitato è piuttosto chiaro: una parte del civismo setino ha iniziato a muoversi e a organizzarsi quando all’orizzonte comincia già a intravedersi il 2027.
Il punto, quindi, non sembra più essere se Setiam abbia deciso di puntare su Progetto Civico Italia. La vera questione è capire fino a dove arriverà l’operazione, quali altri nomi riuscirà ad aggregare e quale ruolo questo nuovo contenitore potrà ritagliarsi nella costruzione dei futuri equilibri politici di Sezze. Perché il comitato nasce oggi, ma una parte della partita che si sta giocando guarda inevitabilmente a ciò che accadrà tra poco più di un anno.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.