Il caldo intenso continuerà a interessare gran parte dell’Italia almeno fino a dopo Ferragosto. Le ultime previsioni confermano infatti la persistenza dell’anticiclone africano, responsabile di temperature elevate e afa diffusa da Nord a Sud, con una possibile attenuazione solo nella seconda metà di agosto.
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Oggi, giovedì 6 agosto, le città da bollino rosso salgono a 27: per la prima volta dall’inizio dell’anno tutti i principali centri urbani monitorati dal Ministero della Salute risultano in stato di massima allerta per il caldo. Da venerdì il numero dovrebbe scendere a 26, con Bolzano che tornerà al bollino giallo, mentre sabato le città in rosso saranno 21. Sempre venerdì Bolzano sarà l’unico capoluogo senza allerta, mentre sabato si aggiungeranno anche Brescia, Milano, Torino, Venezia e Verona.
Secondo gli esperti, i valori massimi potranno raggiungere e localmente superare i 40 gradi nelle aree interne, mentre lungo le coste il disagio sarà accentuato dall’elevata umidità e dalle cosiddette notti tropicali, con temperature che non scenderanno sotto i 20-25 gradi nemmeno durante le ore notturne.
Le condizioni meteorologiche continueranno a essere dominate dall’alta pressione. Il sole prevarrà su gran parte della Penisola, ma nelle ore pomeridiane potranno svilupparsi temporali sui settori alpini, localmente anche di forte intensità, con qualche isolato rovescio possibile anche sui rilievi della Calabria e della Sicilia. Già dalla serata di oggi sono attesi fenomeni temporaleschi anche sulle pianure del Triveneto.
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, l’ondata di calore continuerà ancora per circa dieci giorni. Nonostante il dominio dell’anticiclone africano, il forte calore accumulato nell’atmosfera favorirà lo sviluppo di temporali intensi al Nord, mentre per una vera attenuazione del caldo al Sud sarà necessario attendere oltre la metà di agosto.
Le autorità sanitarie invitano a prestare particolare attenzione alle persone più fragili, come anziani, bambini e soggetti affetti da patologie croniche. Tra le raccomandazioni figurano evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente, mantenere gli ambienti freschi e consultare i bollettini sulle ondate di calore pubblicati dal Ministero della Salute.
Gli effetti delle temperature estreme iniziano già a riflettersi sul sistema sanitario. Secondo i medici dell’emergenza-urgenza, gli accessi ai Pronto soccorso sono aumentati di circa il 15%. A fine giugno i dati ufficiali hanno inoltre registrato un eccesso medio di mortalità del 3% tra gli over 65, attribuito alla combinazione di caldo intenso e umidità, con valori che in molte località hanno superato i 40 gradi.
L’estate 2026 si avvia così a essere una delle più calde mai registrate in Italia e potrebbe persino insidiare il primato del 2003. I dati definitivi saranno disponibili soltanto al termine della stagione, ma in molte aree della Penisola le anomalie termiche sono già vicine ai livelli record di ventitré anni fa. Secondo Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, quello che un tempo rappresentava un evento eccezionale sta diventando sempre più frequente a causa del cambiamento climatico, con ondate di calore più intense, durature e ricorrenti. Il persistente accumulo di energia nel Mediterraneo potrebbe inoltre favorire, nei prossimi mesi, fenomeni meteorologici estremi come nubifragi e precipitazioni particolarmente violente.


