Il gruppo consiliare di opposizione Prima Spigno ha presentato una richiesta urgente di chiarimenti in merito alla decisione dell’Amministrazione comunale di inviare ai contribuenti gli avvisi relativi all’acconto della Tari 2026. A firmare l’istanza è il capogruppo Salvatore Vento, che ha trasmesso una nota al responsabile del Settore Finanziario e Tributi, Roberto Di Perna, e, per conoscenza, al segretario comunale Immacolata Maisto.
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Secondo l’opposizione, la procedura adottata rappresenterebbe una novità per il Comune e solleverebbe dubbi sia sotto il profilo amministrativo sia su quello della gestione finanziaria dell’Ente.
«È la prima volta che il nostro Comune ricorre allo strumento della riscossione in acconto su tariffe non ancora approvate per l’anno d’imposta corrente. I cittadini sono disorientati. Ricordiamo che la competenza in materia di Piano Economico Finanziario (PEF), tariffe e scadenze delle rate spetta in via esclusiva e inderogabile al Consiglio comunale. Tuttavia, negli avvisi cartacei inviati ai contribuenti non vi è traccia di alcuna deliberazione consiliare per il 2026, ma ci si limita a richiamare atti degli anni passati», afferma Vento.
Tra le richieste avanzate figura anche quella di conoscere l’ammontare della giacenza di cassa del Comune al 30 giugno 2026, per verificare se la richiesta dell’acconto sia collegata a eventuali criticità nella liquidità dell’Ente.
«Vogliamo capire se questa improvvisa e immotivata fretta nel richiedere l’acconto ai contribuenti sia l’effetto di una situazione di sofferenza o di criticità nella liquidità dell’Ente», aggiunge il capogruppo di Prima Spigno.
L’opposizione richiama inoltre l’attenzione sulla scadenza del 31 luglio 2026, termine entro il quale dovranno essere approvati il bilancio e le nuove tariffe. Secondo Vento, qualora il Consiglio comunale non dovesse approvare entro quella data il Piano economico-finanziario e le relative tariffe, potrebbero sorgere problemi sulla validità degli avvisi già inviati ai contribuenti.
Per questo motivo, nella nota viene chiesto agli uffici di valutare, in via di autotutela, la sospensione o il ritiro degli avvisi bonari già recapitati.
«La trasparenza non può essere considerata un optional quando si toccano le tasche dei cittadini. I principi di chiarezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione impongono risposte immediate. Restiamo in attesa del riscontro scritto da parte degli uffici, pronti a portare la questione nella massima assise cittadina se non verranno fugati tutti i dubbi», conclude Salvatore Vento.


