Il Circolo Legambiente di Terracina ha presentato al sindaco un’istanza ai sensi dell’articolo 41 dello Statuto comunale, chiedendo di poter tornare a collaborare direttamente alla tutela e alla valorizzazione del Parco del Montuno e del laghetto del Parco Chezzi. Contestualmente, l’associazione ambientalista chiede al primo cittadino di ritirare all’assessore all’Ambiente le deleghe relative all’Ambiente e alla manutenzione delle aree verdi e dei parchi.
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La presa di posizione arriva al termine di una lunga serie di contrasti tra il Circolo e l’assessorato, acuiti dalle recenti polemiche sulla gestione del laghetto del Parco Chezzi e degli spazi verdi cittadini. Legambiente contesta in particolare l’atteggiamento dell’assessore, accusato di aver paventato possibili azioni legali nei confronti di cittadini e associazioni intervenuti sulla situazione dello specchio d’acqua dopo i mesi di siccità.
Le contestazioni sulla gestione del verde pubblico
Secondo il Circolo, le criticità non riguarderebbero soltanto il laghetto del Parco Chezzi. L’associazione richiama anche la morte, avvenuta lo scorso anno a causa della siccità, di diversi alberi forniti dalla Regione Lazio nell’ambito del Progetto Ossigeno. In quell’occasione Legambiente aveva chiesto la realizzazione di adeguati sistemi di irrigazione o, comunque, la garanzia di un approvvigionamento idrico sufficiente per la sopravvivenza delle piante.
Il Circolo lamenta inoltre la mancata convocazione della Commissione consiliare Ambiente, richiesta da mesi per discutere del rinnovo o della riformulazione della convenzione relativa al Parco del Montuno. Una situazione di stallo che, secondo l’associazione, impedisce dal giugno 2023 la prosecuzione della collaborazione alla gestione e valorizzazione dell’area verde.
Legambiente sostiene inoltre che non sarebbero arrivate risposte alle sollecitazioni riguardanti la predisposizione di un Piano del Verde, di un Regolamento del Verde, di un Censimento del Verde e del Bilancio Arboreo. Il Circolo critica una gestione ritenuta emergenziale e priva di un’adeguata programmazione.
Il futuro del Parco del Montuno
Al centro dell’istanza c’è anche il futuro del Parco del Montuno, area verde di circa tre ettari che Legambiente ricorda di aver contribuito a far riaprire nel 2018, dopo un lungo periodo di abbandono, e di aver valorizzato fino al 2023 attraverso numerosi progetti con scuole e associazioni del territorio.
Il Circolo esprime forte preoccupazione per quanto previsto nel Documento Unico di Programmazione 2026-2028, nel quale si fa riferimento alla «valorizzazione del Parco Montuno, attraverso la realizzazione e gestione, da parte di soggetti privati o associazioni, di un parco tematico», con oneri a carico dei privati.
Secondo Legambiente, un modello di questo tipo sarebbe difficilmente compatibile con le caratteristiche e le possibilità economiche di un’associazione senza scopo di lucro e rischierebbe di orientare la futura gestione del parco verso un soggetto privato interessato a un ritorno economico. L’associazione chiede quindi chiarezza sulle intenzioni dell’amministrazione e torna a sollecitare un confronto nella competente Commissione consiliare.
La situazione del laghetto del Parco Chezzi
Per quanto riguarda il laghetto del Parco Chezzi, Legambiente riferisce che per diversi mesi la carenza d’acqua avrebbe messo a rischio pesci, anatre e tartarughe presenti nell’area. La situazione, secondo il Circolo, sarebbe stata costantemente seguita da Legambiente Terracina Animalhelp, in collaborazione con il gestore del verde urbano e con la Protezione Civile comunale.
Il parziale ripristino delle pompe idrauliche avrebbe consentito di superare temporaneamente l’emergenza, ma per l’associazione restano necessari interventi strutturali per garantire il benessere degli animali, una corretta ossigenazione delle acque e un censimento completo delle specie presenti. Il Circolo ricorda di aver già realizzato un censimento botanico del patrimonio arboreo e arbustivo del Parco del Montuno e di essere al lavoro sulla finalizzazione del censimento della fauna acquatica del laghetto.
La richiesta al sindaco
«Esercitiamo il nostro diritto come associazione dimostrabilmente tra le più attive in città nel settore ambientale e animalista e abbiamo inviato una dettagliata istanza al sindaco ai sensi dell’articolo 41 dello Statuto comunale, avvalendoci del principio della sussidiarietà orizzontale garantito dalla Costituzione, per il quale istituzioni e società civile collaborano alla pari per il bene comune», dichiara Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione.
Giannetti giudica «inaccettabile» il comportamento di chiusura che, secondo il Circolo, l’assessore avrebbe mantenuto nei confronti dell’associazione negli ultimi due anni, caratterizzato da mancate risposte e da un atteggiamento ritenuto poco dialogante. Legambiente contesta inoltre l’ipotesi di azioni legali nei confronti di un’associazione di volontari impegnata nella tutela del patrimonio ambientale cittadino.
«Riteniamo sia arrivata l’ora di chiedere al sindaco di ritirare le deleghe assegnate all’assessore all’Ambiente relativamente all’Ambiente e alla manutenzione delle aree verdi e dei parchi, alla luce delle evidenti e documentate criticità che la città, ad oggi, sperimenta nella gestione del suo patrimonio arboreo, arbustivo e faunistico», conclude Giannetti, chiedendo un approccio fondato su programmazione, regole e competenze adeguate alla tutela del patrimonio naturalistico della città.


