Un altro operaio non torna a casa. Paolo Roccoli, 47 anni, ha perso la vita nel pomeriggio di giovedì 23 luglio nel piazzale esterno di una ditta in zona Romanina-Tor Vergata, in via Orazio Raimondo. Stava lavorando alla rimessa in efficienza di una macchina spazzatrice sollevata su supporti metallici regolabili, quando il mezzo si è inclinato repentinamente su un lato, schiacciandolo. Per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Roma Tor Vergata insieme al personale Spresal, dell’ASL e dell’ispettorato del lavoro. La salma è stata trasferita alla camera mortuaria del policlinico Tor Vergata in attesa di esame autoptico, come disposto dal magistrato di turno. Dai primi accertamenti è emerso che la posizione assicurativa e previdenziale dell’operaio era regolare. Le cause esatte dell’incidente sono ancora in corso di accertamento.
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La morte di Roccoli si inserisce in una sequenza di tragedie che nelle ultime ore ha colpito anche un 18enne deceduto in un impianto di stoccaggio rifiuti nel Nuorese. Il segretario generale dell’UGL Paolo Capone ha espresso cordoglio per entrambe le famiglie, denunciando l’ennesima sequenza di morti bianche: “Non possiamo continuare a considerare queste tragedie come fatalità. Ogni incidente mortale impone un cambio di passo immediato nella prevenzione, nella formazione e nei controlli.” Il dato di contesto è impietoso: dal 2021 nel Lazio si contano 44 morti nei cantieri edili, di cui 29 solo a Roma e provincia. La caduta dall’alto rappresenta quasi il 50% dei decessi, ma crescono anche gli incidenti legati all’utilizzo di macchinari pesanti. La Filca-Cisl Lazio ha annunciato che si costituirà parte civile anche per questi ultimi episodi, mentre domani a Latina è in programma uno sciopero dell’edilizia con presidio.


