La Regione Lazio, Farmindustria e Unindustria Lazio hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa triennale per promuovere e potenziare la ricerca clinica sul territorio regionale, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, università, centri di ricerca e industria farmaceutica. L’accordo punta a rendere il Lazio più attrattivo per gli investimenti in ricerca e sviluppo, attraverso una maggiore efficienza nell’avvio degli studi clinici, la formazione degli operatori e l’utilizzo di strumenti innovativi come la Real World Evidence e l’Health Technology Assessment. Tra gli obiettivi anche il rafforzamento delle collaborazioni pubblico-private, il coinvolgimento di IRCCS, Aziende Sanitarie, Università e associazioni dei pazienti, oltre alla promozione dell’interoperabilità dei dati sanitari nel rispetto della privacy e della sicurezza.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Goletta Verde boccia il Lazio: 8 punti critici, il litorale pontino è il più colpito
ROMA | Regione Lazio, 1,5 milioni per sostenere il latte fresco locale: al via il bando “Fresco Lazio 2026”
ROMA | A Rebibbia nasce la Casa della Comunità: oltre 3,6 milioni per la sanità in carcere
«Con questo Protocollo vogliamo rendere più efficiente e coordinato il sistema della ricerca clinica nel Lazio – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca – favorendo un accesso più rapido dei pazienti alle terapie innovative e riducendo i tempi necessari per l’avvio degli studi». Per il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, «dove si fa ricerca si cura meglio»: l’intesa rappresenta un passo concreto per valorizzare le competenze scientifiche e industriali presenti nel Lazio e aumentare la competitività del territorio. Il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo ha sottolineato il ruolo strategico del Lazio nel settore farmaceutico e delle Scienze della Vita, evidenziando come il Protocollo possa rafforzare un ecosistema già tra i più avanzati del Paese.
Il piano prevede inoltre un sistema di monitoraggio basato su indicatori specifici, tra cui il numero di studi clinici attivati, i tempi di avvio, i pazienti coinvolti e l’impatto scientifico e assistenziale. Prevista anche la creazione di una rete regionale di Clinical Trials Center per collegare ospedali, IRCCS, università e strutture sanitarie. L’obiettivo finale è costruire un modello regionale con meno burocrazia, più ricerca e innovazione, favorendo nuove opportunità di cura per i cittadini e consolidando il ruolo del Lazio nel panorama scientifico nazionale ed europeo.


