Una Casa della Comunità all’interno del carcere di Rebibbia, con servizi sanitari e specialistici destinati a rafforzare l’assistenza alle persone detenute e a ridurre la necessità di trasferimenti verso strutture esterne. La Giunta regionale del Lazio, su proposta del presidente Francesco Rocca, ha approvato la delibera relativa al protocollo d’intesa tra Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Asl Roma 2 e Regione Lazio.
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L’accordo prevede la concessione gratuita dei locali del “fabbricato A” del complesso penitenziario di Rebibbia, dove sarà realizzato il poliambulatorio “Casa della Comunità di Rebibbia”. Il progetto punta a portare direttamente all’interno del carcere il modello di assistenza territoriale previsto dal Servizio sanitario nazionale.
La Asl Roma 2, già responsabile dell’assistenza sanitaria nella Casa di reclusione di Rebibbia, ha ottenuto dalla Regione Lazio un finanziamento di 3.642.872 euro per la realizzazione dell’intervento. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria metterà invece gratuitamente a disposizione gli spazi, mentre l’Asl sosterrà, attraverso le risorse regionali, gli oneri per l’allestimento, le apparecchiature e l’erogazione delle prestazioni, compresi i costi relativi al personale medico, infermieristico e specialistico.
«La Casa della Comunità di Rebibbia – sottolinea Francesco Rocca – è un atto di civiltà, voluto dalla nostra Giunta, non solo a tutela dei detenuti, ai quali va garantito un equo accesso alle cure sanitarie ma, soprattutto, di chi opera all’interno della struttura».
Secondo il presidente della Regione, la presenza di un presidio sanitario direttamente all’interno dell’istituto può contribuire anche a migliorare le condizioni della vita carceraria e il percorso di reinserimento sociale. «Quando mi sono insediato ho trovato una situazione sconcertante rispetto alla sanità carceraria, che è un diritto costituzionale ed è, in particolar modo, lo specchio del livello di progresso civile di una comunità», aggiunge Rocca.
Tra gli obiettivi principali figura quello di garantire alle persone detenute standard assistenziali improntati a equità, universalità e dignità, analoghi a quelli previsti per i cittadini sul territorio. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla gestione dei disturbi legati all’uso di sostanze, attraverso terapie farmacologiche avanzate e percorsi di counseling e sostegno psicologico.
Il nuovo polo consentirà inoltre di integrare servizi medici, infermieristici e specialistici, limitando quando possibile i trasferimenti esterni protetti e favorendo una maggiore continuità delle cure.
L’intervento si inserisce nella riorganizzazione della sanità territoriale e di prossimità e utilizza risorse legate agli investimenti del PNRR per le Case della Comunità. La concessione gratuita degli spazi avrà una durata di 30 anni, con possibilità di rinnovo per ulteriori periodi di vent’anni.


