Un mese decisivo per la scuola italiana, con il rischio che tutte le procedure necessarie all’avvio del nuovo anno scolastico si concentrino in poche settimane. A lanciare l’allarme è la Gilda degli Insegnanti di Latina, che denuncia una situazione di forte criticità per docenti, personale amministrativo e uffici scolastici.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Scade il bando del “Francioni”: il Latina 1932 non si presenta, il Nuovo Latina pronto a prendersi tutto
LATINA | Un milione di euro in più dalla Regione per il Tpl, Di Cocco: “Risultato concreto per la città”
LATINA | Rigenerazione urbana, apre lo sportello per i cittadini: consulenze gratuite ogni martedì
Operazioni concentrate in poche settimane
Secondo il sindacato, le procedure relative alle assegnazioni provvisorie, alle immissioni in ruolo e al conferimento delle supplenze rischiano di svolgersi tutte nel corso del mese di luglio, comprimendo tempi e attività fondamentali per l’organizzazione dell’anno scolastico 2026-2027.
«Tradizionalmente tra la fine di maggio e la prima metà di giugno prendevano il via le domande di assegnazione provvisoria, le utilizzazioni sul sostegno, dei docenti soprannumerari e le altre procedure indispensabili. Oggi siamo al primo luglio e non abbiamo ancora indicazioni operative né convocazioni da parte del Ministero», afferma la coordinatrice provinciale della Gilda, Patrizia Giovannini.
Il rischio di errori e ritardi
Per il sindacato, la concentrazione delle procedure potrebbe aumentare il rischio di errori amministrativi, anche in considerazione della pubblicazione delle graduatorie provinciali in forma definitiva.
«Una compressione dei tempi di questo tipo aumenta inevitabilmente il rischio di errori dovuti alla fretta con cui saranno costretti a lavorare gli uffici. Se dovessero ripetersi i problemi dell’algoritmo già registrati in passato, correggerli in tempi rapidi sarebbe estremamente complicato», sottolinea Giovannini.
La Gilda evidenzia inoltre come non sia stato ancora definito il piano delle disponibilità dei posti, elemento indispensabile sia per le assunzioni sia per l’assegnazione delle supplenze. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di mettere ulteriormente sotto pressione gli uffici scolastici regionali e provinciali, già alle prese con una cronica carenza di personale amministrativo.
Il confronto sulla riforma degli istituti tecnici
Accanto alle questioni organizzative, prosegue il confronto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla riforma degli istituti tecnici e sulla filiera tecnologico-professionale 4+2.
«Insieme ad altre due organizzazioni sindacali abbiamo partecipato ai tavoli di conciliazione avviati dalla fine di aprile. Il Ministero ha accolto una prima richiesta, intervenendo sui quadri orari e superando la discrezionalità attribuita ai dirigenti scolastici nella scelta delle discipline da ridurre», spiega Giovannini.
Per la Gilda, tuttavia, il confronto resta aperto. «L’obiettivo è modificare in maniera sostanziale la riforma introdotta dal decreto legge 45 del 2025 per evitare il depauperamento dell’offerta formativa e salvaguardare il quinto anno di studi. Se le ulteriori modifiche non saranno soddisfacenti, siamo pronti a chiedere al personale della scuola di mobilitarsi già dall’inizio del prossimo anno scolastico, con la sospensione di tutte le attività aggiuntive», conclude la coordinatrice provinciale.


