«Latina ha tutte le caratteristiche per diventare un esempio positivo di collaborazione tra istituzioni e comunità locali». Lo afferma Dino Iavarone, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale, commentando l’inserimento del capoluogo pontino tra i dieci territori coinvolti nella sperimentazione del nuovo Piano regionale per gli interventi di inclusione nelle periferie, finanziato dalla Regione Lazio con una dotazione complessiva di circa 8 milioni di euro.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Un museo nazionale della storia del nucleare: la proposta arriva in Consiglio comunale
LATINA | Rilancio della Marina, Tiero: “Un solo assessorato per gestire il litorale”
LATINA | Confesercenti: Ceccarini, “Sempre più difficile l’accesso al credito per micro e piccole imprese”
Iavarone rivolge innanzitutto un ringraziamento al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e all’assessore regionale ai Servizi alla Persona, Massimiliano Maselli, sottolineando come il progetto rappresenti una visione nella quale Fratelli d’Italia si riconosce pienamente. «Non si tratta soltanto di intervenire sulle difficoltà, ma di valorizzare le risorse e le energie già presenti nelle comunità, rafforzando partecipazione, responsabilità condivisa e senso di appartenenza», evidenzia.
Secondo il coordinatore comunale del partito, oggi il concetto di periferia non riguarda esclusivamente una collocazione geografica, ma comprende anche situazioni di fragilità, solitudine e marginalità diffuse in diversi contesti urbani. Allo stesso tempo, però, nei quartieri operano associazioni, realtà del volontariato e reti civiche che costituiscono un patrimonio da sostenere e mettere a sistema.
Iavarone assicura infine la massima collaborazione affinché Latina possa cogliere appieno questa opportunità, spiegando che l’assessore Maselli lavorerà in sinergia con il Comune, il Terzo Settore e il mondo associativo per costruire percorsi e progetti capaci di rispondere ai bisogni delle persone. «La sfida non è semplicemente finanziare interventi, ma rafforzare il tessuto delle nostre comunità, trasformando il valore già presente nei territori in opportunità di crescita e inclusione», conclude.


