Un bando pubblicato a ridosso della scadenza, tempi troppo ridotti per partecipare, criteri di valutazione che penalizzerebbero le nuove imprese e una concessione troppo breve per consentire il recupero degli investimenti. Sono queste le principali criticità evidenziate dal consigliere comunale Nazzareno Ranaldi in merito all’avviso pubblico per l’assegnazione temporanea dei chioschi all’interno del Parco Falcone e Borsellino.
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Ranaldi ricorda come il parco, finanziato con oltre cinque milioni di euro di fondi PNRR, avrebbe dovuto riaprire l’11 febbraio 2025 e sarà invece riconsegnato alla città il prossimo 25 luglio 2026, con oltre un anno e cinque mesi di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale.
Secondo il consigliere, oltre ai ritardi, emergerebbero anche alcune criticità legate all’esecuzione dei lavori, tra cui la presenza di punti di ruggine sulla cancellata perimetrale e il trattamento del materiale di risulta.
«Un ritardo di questa portata su un’opera così attesa dalla città era già difficile da giustificare. Ma arrivare, dopo un ritardo simile, anche in affanno sui tempi dell’avviso pubblico per l’assegnazione dei chioschi, è francamente imperdonabile», afferma Ranaldi.
«Cinque giorni per partecipare sono troppo pochi»
Al centro delle osservazioni vi è il termine fissato dal Comune per la presentazione delle domande, previsto entro il 15 luglio. Secondo Ranaldi, il tempo a disposizione degli operatori economici sarebbe insufficiente per reperire un mezzo conforme alle caratteristiche richieste, predisporre la documentazione necessaria e trasmettere la domanda tramite posta elettronica certificata.
Per il consigliere, una tempistica così ristretta rischierebbe di limitare la partecipazione alla procedura e potrebbe esporre il bando anche a possibili contenziosi amministrativi.
Per questo motivo Ranaldi chiede una proroga dei termini, così da garantire una più ampia partecipazione da parte degli operatori interessati.
Dubbi sui criteri di valutazione e sulla durata della concessione
Il consigliere esprime inoltre perplessità sui criteri previsti dall’avviso pubblico. In particolare evidenzia come fino a 30 punti siano attribuiti all’anzianità dell’attività, mentre solo 10 punti siano riservati agli altri criteri, compresi quelli relativi all’imprenditoria giovanile e femminile.
Secondo Ranaldi, questa impostazione finirebbe per penalizzare le nuove imprese, risultando poco coerente con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’economia locale.
Ulteriori dubbi riguardano la sostenibilità economica della concessione temporanea, prevista per 120 giorni, senza garanzie di proroga né corsie preferenziali per l’eventuale futura assegnazione dei punti ristoro permanenti. Una durata che, secondo il consigliere, potrebbe scoraggiare gli operatori più strutturati, chiamati a sostenere investimenti significativi per adeguare le strutture richieste dal bando.
«Dopo un ritardo così lungo, i cittadini di Latina meritano un parco restituito con cura e un servizio di ristoro assegnato con una procedura solida, trasparente e al riparo da possibili contenziosi», conclude Ranaldi, auspicando una revisione dell’avviso pubblico e una proroga dei termini di partecipazione.


