Aprire una riflessione sull’accesso al credito da parte delle micro e piccole attività del territorio rappresenta oggi una priorità. A sottolinearlo è il presidente provinciale di Confesercenti Latina, Massimo Ceccarini, che evidenzia come il sistema finanziario continui a favorire maggiormente le grandi imprese rispetto al tessuto produttivo locale. Secondo gli ultimi dati statistici, le aziende con meno di 20 addetti incontrano crescenti difficoltà nell’ottenere finanziamenti. Nel Lazio, secondo le analisi della CGIA di Mestre e di Banca d’Italia, gli impieghi complessivi destinati al mondo delle imprese segnano un incremento del +11,5%, ma il quadro cambia sensibilmente per le realtà più piccole, che registrano una contrazione del -2,9%.
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Più critica la situazione nella provincia di Latina, dove si rileva un calo sia per le grandi imprese (-1,5%) sia, in misura più marcata, per le piccole attività (-5,4% rispetto all’anno precedente). “Il credito resta maggiormente accessibile alle grandi imprese, mentre per le nostre realtà produttive le difficoltà aumentano” afferma Ceccarini, sottolineando come interlocutori principali per le micro imprese restino oggi le banche popolari, le BCC e il sistema dei Confidi associativi, considerati strumenti fondamentali per sostenere il tessuto economico locale.
Il presidente di Confesercenti evidenzia inoltre il ruolo del microcredito e degli interventi regionali attraverso bandi e misure di sostegno, pur sottolineando come questi strumenti abbiano dinamiche diverse rispetto all’accesso diretto al credito bancario. Un ruolo centrale, secondo Ceccarini, dovrebbe essere recuperato anche dal sistema bancario, riscoprendo una funzione sociale oggi ridimensionata. “Il costo del credito per le piccole imprese resta elevato, mentre la situazione appare più favorevole per le grandi aziende”, aggiunge.
Per Confesercenti il rischio è quello di una crescente divaricazione tra due sistemi produttivi: da una parte le grandi imprese orientate ai mercati internazionali, dall’altra il vasto tessuto di micro e piccole attività che rappresentano oltre il 90% delle imprese italiane e costituiscono l’“economia del quotidiano”. Un sistema che, secondo l’associazione, rischia di rallentare sotto il peso della burocrazia, dell’aumento degli oneri e della difficoltà di accesso alla liquidità, con possibili ricadute su occupazione e tenuta sociale dei territori. “Piccole imprese, commercio e artigianato devono essere sostenuti concretamente. Difendere queste realtà significa tutelare lavoro, servizi e vitalità delle comunità locali” conclude Ceccarini.


