Oltre 3.300 persone avrebbero percepito il Reddito di Cittadinanza senza averne diritto, causando un danno alle casse pubbliche superiore a 43 milioni di euro. È quanto emerge dai controlli effettuati dall’INPS insieme alla Guardia di Finanza nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi legate alle prestazioni assistenziali. Le verifiche, avviate a partire da gennaio 2025, hanno permesso di individuare numerosi casi di irregolarità. Tra questi figurano persone detenute o condannate per reati che impedivano l’accesso al beneficio, ma anche soggetti che non avevano dichiarato l’esistenza di una partita IVA o il possesso di cariche all’interno di società.
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Uno dei filoni d’indagine ha riguardato le domande presentate tra il 2019 e il 2021. Grazie allo scambio di informazioni con il Ministero della Giustizia sono state individuate oltre 5.700 richieste considerate sospette. Dopo ulteriori accertamenti della Guardia di Finanza, più di 4.300 posizioni sono state sottoposte a controllo sul territorio. In oltre otto casi su dieci sono state riscontrate irregolarità, per un importo indebitamente percepito che supera gli 8,7 milioni di euro. Un secondo fronte di verifiche ha interessato i percettori del Reddito di Cittadinanza che risultavano titolari di attività economiche o coinvolti nella gestione di società. Anche in questo caso i controlli hanno fatto emergere numerose anomalie. Su una parte delle posizioni già esaminate, sono state accertate oltre 2.600 irregolarità, legate soprattutto alla mancata comunicazione di cariche societarie o dell’apertura di partite IVA.
Le somme percepite senza averne diritto superano, in questo caso, i 36 milioni di euro. Per tutte le posizioni irregolari sono state avviate le procedure per la revoca del beneficio e il recupero delle somme erogate. Nei casi in cui siano emersi profili di rilevanza penale, è stata inoltre informata l’Autorità Giudiziaria. Secondo INPS e Guardia di Finanza, i risultati ottenuti dimostrano l’efficacia della collaborazione tra le istituzioni e dell’incrocio delle banche dati, strumenti che consentono di individuare più facilmente eventuali frodi e garantire che le risorse pubbliche vengano destinate a chi ne ha realmente diritto.



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