Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni da primo ministro del Regno Unito e da leader del Partito Laburista, aprendo una nuova fase politica per il Partito e per l’intero Paese. La decisione arriva dopo settimane di forti tensioni interne e crescenti pressioni da parte di numerosi parlamentari del Labour, preoccupati dal calo di consenso registrato dal governo negli ultimi mesi.
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Nel suo intervento da Downing Street, Starmer ha riconosciuto di non avere più il sostegno necessario per guidare il partito verso le prossime elezioni generali e ha annunciato una transizione ordinata che dovrebbe concludersi entro l’estate. Fino alla scelta del nuovo leader resterà comunque alla guida del governo.
Tra i principali candidati alla successione emerge il nome di Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, considerato il favorito dopo aver ottenuto il sostegno di numerose figure di primo piano del partito. Secondo i media britannici, la sua corsa alla leadership potrebbe addirittura risultare priva di avversari significativi.
Le difficoltà di Starmer si sono accentuate dopo i risultati negativi ottenuti dal Labour nelle recenti consultazioni locali e con la crescita del consenso verso Reform UK, il partito guidato da Nigel Farage. A pesare sul premier sono stati anche alcuni controversi dossier interni e una serie di critiche sulla gestione delle principali questioni economiche e sociali del Paese.
Le dimissioni segnano un nuovo capitolo dell’instabilità politica britannica: il prossimo leader del governo sarà infatti il settimo primo ministro del Regno Unito nell’arco di appena dieci anni.


