Il Comune di Latina entra ufficialmente nella fase operativa della sperimentazione nazionale dedicata al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. Il capoluogo pontino è infatti tra i dieci Comuni italiani selezionati nell’ambito della rete Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione) per sviluppare un modello innovativo di presa in carico e inclusione socio-lavorativa delle vittime. L’avvio del progetto è stato sancito nei giorni scorsi durante un incontro tecnico-istituzionale che si è svolto presso la sede nazionale dell’Anci a Roma. In rappresentanza del Comune di Latina hanno partecipato l’assessore ai Servizi Sociali Maurizio Galardo e la responsabile del servizio Politiche Sociali Roberta Berrè.
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La sperimentazione, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con Anci e Fondazione Cittalia, coinvolge anche i Comuni di Catania, Cuneo, Genova, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso e dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2027. A livello nazionale sono stati stanziati 1,6 milioni di euro per sostenere il progetto. L’obiettivo è trasformare in percorsi concreti le misure previste dall’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione, introdotto dal decreto-legge 145/2024, che tutela le vittime di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo attraverso programmi di assistenza, formazione professionale, orientamento e inserimento nel mondo del lavoro.
«Essere stati inseriti tra i dieci Comuni pilota a livello nazionale rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto sul territorio e della capacità della nostra rete di accoglienza e inclusione», ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano. «Latina vuole essere protagonista nella costruzione di un modello fondato sulla legalità, sulla dignità della persona e sull’autonomia economica attraverso il lavoro regolare». Sul piano operativo, gli uffici del Dipartimento Welfare del Comune sono già al lavoro per predisporre le attività previste dal progetto. Nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso pubblico finalizzato alla co-progettazione e alla co-programmazione degli interventi insieme agli enti del Terzo Settore.
«L’obiettivo è costruire programmi personalizzati di inclusione sociale e lavorativa per le vittime di caporalato, valorizzando le competenze dei beneficiari e rafforzando il collegamento con il tessuto produttivo sano del territorio», ha spiegato l’assessore Maurizio Galardo. «Invitiamo le realtà associative e sociali del territorio a partecipare al bando per contribuire alla realizzazione di un percorso che rappresenta una sfida fondamentale in termini di welfare, diritti e giustizia sociale». Attraverso questa sperimentazione, Latina contribuirà inoltre alla definizione di un protocollo operativo e di un modello di presa in carico che potrà essere adottato su scala nazionale, diventando un punto di riferimento nella lotta allo sfruttamento lavorativo e nella tutela delle persone più vulnerabili.


