Attraverso un’interrogazione a risposta immediata rivolta al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e alla giunta regionale, il consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna chiede maggiori controlli sulla movimentazione del pet-coke nel porto commerciale di Gaeta. L’iniziativa nasce dalle preoccupazioni emerse nel Sud Pontino riguardo ai possibili impatti ambientali e sanitari delle attività portuali e del successivo trasporto del materiale sul territorio.
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“La Regione Lazio attivi tutte le verifiche necessarie sulla movimentazione del pet-coke nel porto commerciale di Gaeta e svolga fino in fondo il proprio ruolo di controllo e indirizzo a tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita delle comunità del Golfo”, Lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al presidente Francesco Rocca e alla giunta regionale.
L’atto nasce dalle preoccupazioni più volte emerse sul territorio del Sud Pontino, raccogliendo anche le sollecitazioni arrivate dai circoli del PD del comprensorio, e punta a fare chiarezza sulle modalità di gestione del pet-coke, sottoprodotto della raffinazione petrolifera movimentato nello scalo gaetano e successivamente trasportato su gomma attraverso i comuni del comprensorio.
“Il porto commerciale di Gaeta è un’infrastruttura strategica, ma non può essere considerato una realtà separata dal territorio che lo circonda” – evidenzia La Penna – “Le attività che si svolgono all’interno dello scalo producono effetti che interessano l’intero comprensorio: dalla viabilità alla qualità dell’aria, fino alla sicurezza e alla vivibilità delle città del Golfo. Per questo la Regione non può limitarsi al ruolo di spettatrice. Attraverso la propria presenza nella governance dell’Autorità di sistema portuale e le competenze che esercita in materia ambientale, anche tramite Arpa Lazio, ha il dovere di pretendere la massima trasparenza e di attivare tutti gli strumenti necessari di monitoraggio e controllo”.
Tra gli elementi richiamati nell’interrogazione anche il recente video diffuso sui social dalla consigliera comunale di Formia Paola Villa, relativo alle operazioni di scarico di una nave durante un evento piovoso, nel quale si notano residui scuri trascinati dall’acqua lungo lo scafo e in banchina, fino allo specchio acqueo portuale: “Si tratta di immagini che rendono necessario un approfondimento da parte degli enti competenti, – sottolinea il consigliere dem – per verificare il rispetto delle procedure previste e accertare l’assenza di rischi per l’ambiente e la salute pubblica. A questo si aggiungono le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali in merito all’esposizione dei lavoratori alle polveri e alla necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate per chi opera quotidianamente nello scalo”.
Nell’interrogazione viene inoltre ricordato come i dati di Arpa Lazio relativi al 2024 abbiano evidenziato, nella stazione “Gaeta Porto”, una media annua di dispersione di polveri sottili pari a 26 microgrammi per metro cubo e il maggior numero di superamenti del limite giornaliero nella zona litoranea.
“Lo sviluppo del porto – conclude La Penna – deve procedere insieme alla sostenibilità e alla tutela del territorio. Non basta autorizzare traffici e movimentare merci: è necessario governare gli effetti che queste attività producono sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle condizioni di lavoro. Continueremo a seguire la vicenda in tutte le sedi istituzionali affinché l’Autorità di sistema portuale e le amministrazioni competenti affrontino con serietà l’impatto che il porto commerciale di Gaeta determina sull’intero Sud Pontino”.


