Operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia di Stato ad Aprilia, dove nella giornata di ieri è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo di 56 anni originario di Roma e di una donna di 38 anni di origine bulgara, entrambi con precedenti di polizia. I due sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, di tre episodi di rapina aggravata e lesioni aggravate avvenuti nei mesi di gennaio, marzo e aprile 2026 nel territorio apriliano.
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L’attività investigativa è stata condotta dal Reparto Territoriale Carabinieri di Aprilia e dal Commissariato di Polizia di Aprilia, che hanno ricostruito un presunto sistema di adescamento attraverso siti internet dedicati agli incontri. Secondo quanto emerso dalle indagini, le vittime, attratte da annunci che proponevano prestazioni a prezzi particolarmente contenuti, circa 20 euro, venivano invitate a raggiungere un appartamento di Aprilia. Una volta sul posto sarebbero state accolte dalla donna e successivamente sorprese dall’intervento del complice, che avrebbe minacciato gli uomini con armi da taglio costringendoli a consegnare denaro contante, telefoni cellulari e altri effetti personali.
Le indagini avrebbero inoltre accertato che, in alcuni casi, l’uomo avrebbe utilizzato le armi bianche anche per colpire le vittime che tentavano di opporre resistenza. Alcuni dei malcapitati hanno riportato ferite giudicate significative e sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche, ricevendo diversi punti di sutura per lesioni riportate anche in zone particolarmente delicate del corpo, come il collo e il capo. Gli investigatori sono giunti all’identificazione dei due indagati attraverso le dichiarazioni delle persone offese, l’analisi degli elementi raccolti e ulteriori approfondimenti investigativi che hanno consentito di delineare il presunto modus operandi della coppia.
Nel pomeriggio di ieri gli indagati sono stati rintracciati ad Aprilia dagli agenti della Squadra Volante e dai militari dell’Arma, che hanno dato esecuzione alla misura cautelare. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Latina, mentre la donna è stata condotta presso la Casa Circondariale di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


