Un commercialista di 36 anni in coma farmacologico, un trauma cranico severo, un intervento chirurgico durato ore. E sullo sfondo, l’ennesima giornata di violenza attorno a un derby. Mentre la Digos cerca chi ha lanciato la bottiglia, Torino fa i conti con quanto accaduto domenica pomeriggio nei pressi dello stadio Grande Torino. Una storia che si ripete, con dinamiche ormai tristemente note: gruppi di tifosi che si fronteggiano, tensioni che degenerano, e in mezzo chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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L’uomo è rimasto gravemente ferito nel pomeriggio di domenica 24 maggio durante i disordini scoppiati nei pressi dello stadio Grande Torino prima del derby tra Torino e Juventus. Le sue condizioni sono definite stabili, ma il quadro clinico rimane serio: il trauma cranico riportato è stato giudicato “severo” dai medici che lo hanno operato nella notte di domenica, con un intervento proseguito fino alle 23.30, necessario per rimuovere il vasto ematoma formatosi a causa del violento impatto e per limitare i possibili danni neurologici. Basoccu si trova tuttora in prognosi riservata.
Stando ai primi accertamenti, a colpire il tifoso sarebbe stato un oggetto contundente, con ogni probabilità una bottiglia di vetro, forse addirittura piena al momento dell’impatto. I medici delle Molinette hanno escluso nel referto la presenza di bruciature compatibili con un eventuale colpo da lacrimogeno, ipotesi che aveva circolato nelle prime ore tra alcuni gruppi di ultrà. L’ipotesi della bottiglia è al momento considerata la più attendibile dagli inquirenti e dai sanitari. Su quanto accaduto indaga la Digos di Torino. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica degli scontri per identificare chi abbia scagliato l’oggetto. Una delle piste non esclude che il lancio possa essere partito dalle fila degli stessi supporter juventini durante la fase di massima tensione tra i gruppi, prima dell’inizio della partita.
La vicenda riapre il dibattito sulla sicurezza nei dintorni degli stadi italiani nei giorni di derby e di incontri ad alto rischio, dove la gestione dell’ordine pubblico nelle aree esterne agli impianti continua a rappresentare un nodo irrisolto. Il caso di Basoccu — un uomo estraneo agli ambienti ultras, colpito in circostanze ancora da chiarire — rischia di diventare il simbolo di una violenza che troppo spesso travolge chi non c’entra nulla. La Digos continua a raccogliere testimonianze e ad analizzare le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Gli aggiornamenti sulle condizioni di Basoccu e sull’andamento delle indagini saranno seguiti dalla redazione di Mondoreale.


