Un uomo di 55 anni affetto da sclerosi multipla è morto il 18 maggio nella propria abitazione dopo aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. Si tratta, secondo quanto comunicato in una nota stampa dall’Associazione Luca Coscioni, del terzo caso registrato in Lombardia e del diciassettesimo in Italia.
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L’uomo, identificato con il nome di Cristian, conviveva con la malattia dal 1999 e negli ultimi anni le sue condizioni si erano aggravate progressivamente, fino a renderlo completamente dipendente dall’assistenza continua dei caregiver. A febbraio 2026 aveva presentato richiesta alla propria azienda sanitaria per verificare i requisiti previsti dalla sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita.
Come riportato dall’agenzia di stampa ADNKronos, l’Associazione Luca Coscioni sottolinea come il caso dimostrerebbe la concreta applicabilità del suicidio medicalmente assistito anche in assenza di una legge nazionale specifica, evidenziando però le differenze esistenti tra le varie aziende sanitarie regionali nei tempi e nelle procedure di accesso.
L’associazione rilancia inoltre la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, già promossa in diverse regioni italiane, con l’obiettivo di definire procedure uniformi e tempi certi per i pazienti che chiedono di accedere al fine vita assistito.
In Lombardia il tema resta al centro del dibattito politico dopo che, nei mesi scorsi, il Consiglio regionale aveva respinto una precedente proposta di legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito


