Nel cuore della Parco Regionale dell’Appia Antica prende il via un innovativo progetto di monitoraggio scientifico dedicato agli alberi storici del Bosco Sacro, uno dei luoghi più suggestivi della Valle della Caffarella e patrimonio naturale di eccezionale valore. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la startup altoatesina Plantvoice, è stata avviata in occasione della Giornata Europea dei Parchi e prevede l’installazione di sensori linfatici sugli esemplari più antichi del bosco, con l’obiettivo di analizzare in tempo reale la salute delle piante attraverso lo studio della linfa.
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Il progetto, della durata di 12 mesi, consentirà di raccogliere dati continuativi su vigoria, stress idrico e capacità di assorbimento della CO₂, fornendo un quadro scientifico aggiornato sullo stato del patrimonio arboreo del sito. Le prime elaborazioni dei dati sono attese entro il prossimo mese e saranno condivise con l’ente parco tramite una piattaforma dedicata. Il Bosco Sacro, situato nella Valle della Caffarella, ospita un patrimonio vegetale di grande pregio, con lecci secolari che superano anche i 250 anni di età, oltre a pioppi, roverelle e altre specie storiche inserite in un contesto paesaggistico in cui natura, archeologia e memoria storica si intrecciano.
Secondo gli organizzatori, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di trasformare la tutela ambientale in un processo sempre più basato su dati oggettivi e strumenti tecnologici avanzati, in grado di supportare le decisioni gestionali e prevenire eventuali situazioni di rischio per il patrimonio verde. L’installazione dei sensori si inserisce nel programma di eventi culturali e ambientali promossi dal Parco e rappresenta anche un esempio di applicazione concreta dell’innovazione tecnologica alla gestione delle aree protette.
Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, punta a dare “voce” agli alberi, rendendo misurabile il loro stato di salute e rafforzando il legame tra ricerca scientifica, tutela del paesaggio e partecipazione pubblica.








