Dubbi su 2,8 milioni di euro iscritti tra i residui attivi e lavori già conclusi da tempo. È su questo punto che si è consumato lo scontro in consiglio comunale durante la discussione del rendiconto di gestione 2025, con i consiglieri di opposizione che hanno deciso di abbandonare l’aula. A sollevare la questione sono stati Antonio Di Giorgio e Antonietta Bianchi (Fratelli d’Italia), Virgilio Dell’Unto (Forza Italia), Yuri Musilli (Lega) ed Ernesto C. Desideri (Agenda per Priverno), che in una nota spiegano le ragioni della loro scelta di non partecipare al voto. Al centro della polemica la voce relativa a circa 2,8 milioni di euro inseriti tra i residui attivi per i lavori di riqualificazione idraulica del Fosso di Colandrea. Secondo l’opposizione, si tratterebbe di somme “non credibili”, considerando che l’opera sarebbe stata completata nel 2023 e che le varie fasi del procedimento risultano già liquidate tra il 2022 e il 2025.
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“Non si comprende come mai vengano ancora riportati 2,8 milioni di euro come somme da incassare se dagli atti pubblicati appare evidente che tutti i fornitori siano stati pagati”, sottolineano i consiglieri nella nota. Durante il dibattito in aula, durato oltre due ore, l’opposizione afferma di non aver ricevuto chiarimenti da parte della maggioranza, né dal sindaco Bilancia né dall’assessore al Bilancio Tommasi, in merito all’effettiva erogazione del contributo regionale legato ai lavori. Secondo i firmatari della nota, una eventuale mancata veridicità della somma iscritta a bilancio potrebbe comportare “un grave problema di irregolarità contabile”, motivo per cui hanno deciso di abbandonare l’aula al momento della votazione.


