Dall’11 al 24 maggio, la Diocesi di Albano ospiterà la 21ª edizione del Festival della comunicazione, una manifestazione ideata dalla Società San Paolo e dalle Figlie di San Paolo, che nasce con l’obiettivo di creare momenti di riflessione e condivisione intorno al messaggio proposto dal Papa per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, quest’anno sul tema “Custodire voci e volti umani”.
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È un “viaggio” ideale che si svolge ogni anno in una Diocesi diversa della Penisola con un programma intenso di appuntamenti, articolati su 4 percorsi tematici, o “vie”: la via dei linguaggi, la via della bellezza, la via della convivialità e la via della solidarietà.
L’edizione 2026, inoltre, sarà un’edizione itinerante che toccherà tutto il territorio della Diocesi di Albano con circa 50 eventi, tra celebrazioni liturgiche, conferenze, concerti, talk show, mostre, momenti di incontro e dialogo ecumenico.
Il calendario degli eventi è disponibile nell’apposita sezione sul sito internet della Diocesi di Albano www.diocesidialbano.it/festival-della-comunicazione-2026/.
La conferenza di apertura si terrà lunedì 11 maggio alle 18 presso la Sala Consiliare di Castel Gandolfo, alla presenza del Vescovo di Albano, Vincenzo Viva.
“Abbiamo accolto con gioia questo Festival della Comunicazione – dice il vescovo Vincenzo Viva – che intende sensibilizzare la comunità ecclesiale e quella civile del nostro territorio, sull’importanza della comunicazione sociale e sulle sue implicazioni. Oggi, associamo il tema della comunicazione soprattutto al mondo digitale, in cui l’Intelligenza artificiale ha raggiunto in pochissimo tempo una portata di massa, trasformando non solo il lavoro, la salute e i consumi, ma l’intero ecosistema della nostra esistenza umana: identità, relazioni, apprendimento, cultura, vita sociale. La domanda urgente è: saremo in grado di guidare questa rivoluzione o la subiremo passivamente?”.
Al centro di tutto il Festival ci sarà il Messaggio di Papa Leone XIV per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema “Custodire voci e volti umani”: “Ispirandoci al messaggio del Santo Padre – aggiunge Viva – abbiamo pensato a un Festival che non si limita solo a riflettere sull’Intelligenza artificiale, con le sue inedite opportunità e le sue profonde sfide, ma che vuole soprattutto far risuonare le voci e far risplendere i volti del nostro territorio, che possono aiutarci a discernere, scegliere e agire. Il programma ci conduce attraverso parrocchie, santuari e comunità religiose, scuole e piazze, sale comunali e luoghi di cultura: ma soprattutto ci dà la possibilità di ascoltare voci, incontrare volti, confrontarci con storie e testimonianze, lasciarci ispirare da suoni, immagini ed esperienze di comunità. Rivolgo sin da ora un ringraziamento alle Figlie di San Paolo, ai Paolini e a tutti coloro che, con gli uffici pastorali della Curia e le tante realtà della nostra Chiesa e comunità civile, hanno reso possibile questo cammino di riflessione, discernimento ed educazione per una comunicazione libera, responsabile e autenticamente umana”.
“Noi Paoline e Paolini – dicono don Giuseppe Lacerenza, Ssp e suor Cristina Beffa, Fsp, coordinatori Paolini del Festival – siamo felici che la ventunesima edizione del Festival della Comunicazione 2026 sia nella diocesi di Albano, in cui sono presenti tutti gli istituti religiosi della Famiglia Paolina, fondata dal beato Giacomo Alberione. Un territorio, quindi, a noi caro, in cui da molti decenni la missione paolina si esprime con fedeltà e creatività, attraverso una presenza viva e operosa al servizio del Vangelo. Siamo riconoscenti al Vescovo, monsignor Vincenzo Viva, e all’équipe del Festival per aver fatto propria la proposta di “celebrare” il forte richiamo di papa Leone a “custodire voci e volti umani”, per rimettere al centro della comunicazione la persona, con la sua dignità, la sua storia e la sua sete di verità”.




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