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Lettura: Addio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food: il “Carlin” di Bra che ha cambiato il modo di pensare il cibo
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Dall’Italia e dal Mondo

Addio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food: il “Carlin” di Bra che ha cambiato il modo di pensare il cibo

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2026 8:47
Manuel Giovanale Pubblicato 22 Maggio 2026
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«Chi semina utopia, raccoglie realtà», amava ripetere. E di utopie trasformate in realtà, Carlo Petrini ne aveva seminata più di una. Il fondatore di Slow Food è morto nella tarda serata di ieri nella sua casa di Bra, nel Cuneese, all’età di 76 anni. Ad annunciarlo è stata la stessa organizzazione da lui fondata.  Nato nel 1949 a Bra, in provincia di Cuneo, gastronomo, giornalista e scrittore, Petrini — «Carlin» per tutti — ha dedicato la sua vita alla promozione di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Di umili origini, con un diploma tecnico e gli studi in Sociologia a Trento lasciati a quattro esami dalla laurea, aveva costruito dal basso un movimento che sarebbe diventato globale.

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Nel 1986 fondò Slow Food, con l’obiettivo di promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. Da quel primo nucleo nacque poi Terra Madre, la rete mondiale che riunisce contadini, pastori, pescatori, cuochi, accademici e consumatori per promuovere la sovranità alimentare, la biodiversità e un modello di agricoltura sostenibile.  Tra i suoi traguardi più significativi figura la fondazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a Bra, la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo. Un progetto che incarnava la sua visione: il cibo non come semplice nutrimento, ma come cultura, identità, politica.

Il riconoscimento internazionale non tardò ad arrivare. Nel 2004 la rivista Time lo nominò Eroe europeo, mentre nel gennaio 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo inserì, unico italiano, nella lista delle cinquanta persone che potrebbero salvare il mondo. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo nominò co-vincitore del premio Champion of the Earth 2013 per la categoria «Ispirazione e Azione», e nel 2016 divenne Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa.

Petrini era un uomo capace di costruire ponti tra mondi distanti. Nel 2019 prese parte al Sinodo «Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale» in Vaticano, invitato da Papa Francesco, suo amico come lo era Re Carlo d’Inghilterra. Fu anche tra i 45 membri del comitato promotore del Partito Democratico nel 2007, ma aveva amici anche nel centrodestra. La sua autorevolezza andava oltre le appartenenze.

Da tempo malato, in una delle sue ultime interviste al Corriere della Sera aveva detto: «Se penso a quando non ci sarò più? Sì, ma spero di aver gettato le basi perché il lavoro continui». Slow Food ha raccolto quella promessa: «La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi», ha scritto il movimento in un comunicato, assicurando che la sua visione sarà portata avanti dalla comunità che ha costruito.

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TAGGATO:BraCarlo PetriniSlow FoodTerra Madre
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