Scossone politico a Sezze a poco più di un anno dalle prossime elezioni amministrative. Andrea Campoli, sindaco della città dal 2007 al 2017 ed ex segretario locale dei Democratici di Sinistra, ha annunciato con una nota ufficiale le sue dimissioni da ogni incarico e la fine della sua militanza nel Partito Democratico. Una decisione che arriva in un momento delicato per il centrosinistra locale, proprio nelle ore successive alla scelta del Pd di aderire a un progetto politico più ampio in vista delle prossime elezioni. Una coalizione “a campo largo” che, però, al momento appare ancora poco definita nei suoi contorni. Nella sua comunicazione, Campoli usa parole molto dure nei confronti del partito, parlando di una gestione politica “puerile” e priva di visione ideale. L’ex sindaco descrive il PD locale come un “comitato elettorale” orientato più agli interessi personali che a quelli collettivi, incapace di mantenere un rapporto solido con il proprio elettorato. Una critica che si inserisce in un contesto già segnato da un progressivo calo di consensi negli ultimi anni, culminato con la sconfitta alle elezioni del 2021 e con un ruolo marginale dell’opposizione in consiglio comunale.
Le polemiche e il caso Karibu
Nel suo intervento, Campoli replica anche ad alcune critiche ricevute per la mancata partecipazione a un’assemblea sulla vicenda Karibu, giudicata “totalmente inutile” e tardiva rispetto ai tempi del dibattito pubblico. L’ex sindaco ha rivendicato l’operato della sua amministrazione, sottolineando come fosse stata l’unica in provincia ad aver indetto due gare per l’affidamento del servizio, prendendo così le distanze da qualsiasi polemica. Tra le motivazioni personali della scelta, Campoli cita una riflessione attribuita a Papa Francesco: “Chi è saggio sa quando farsi da parte”. Un passaggio che segna, almeno nelle intenzioni dichiarate, la volontà di chiudere con l’impegno politico attivo per dedicarsi alla famiglia e al lavoro. Non manca però una sottolineatura del proprio percorso politico: Campoli ricorda di non aver mai perso un’elezione dal 1997, quando fu eletto segretario dei DS a soli 23 anni, rimarcando implicitamente una differenza con altri esponenti locali del partito.
Addio definitivo o nuova fase?
Nonostante l’addio formale al partito, Campoli precisa di non rinunciare al ruolo di elettore e di voler continuare a esprimere le proprie opinioni, anche pubblicamente. Resta quindi aperta la domanda che già circola negli ambienti politici locali: si tratta davvero di un passo indietro definitivo o dell’inizio di una nuova fase? Le sue parole, infatti, lasciano intravedere la possibilità di un ritorno sulla scena con una proposta alternativa rispetto all’attuale centrosinistra. In vista delle prossime amministrative, la sua uscita rappresenta comunque un elemento destinato a incidere sugli equilibri politici della città.


