La Regione Lazio ha presentato oggi il Piano strategico di sviluppo socioeconomico del Cratere Laziale, lo strumento atteso da anni dalle comunità del reatino duramente colpite dagli eventi sismici del 2016. Un piano concreto, finanziato con oltre 288 milioni di euro, a cui si aggiungono risorse POR FESR, e costruito a partire dal coinvolgimento diretto dei territori. «Il Piano è frutto di un lavoro condiviso, nato e ispirato dal territorio», ha dichiarato l’assessore alle Politiche di ricostruzione Manuela Rinaldi, che ha ringraziato sindaci e tecnici per il contributo determinante alla sua definizione.
La strategia si articola su tre asset prioritari: lo sviluppo di cammini e ciclovie per il turismo lento e sostenibile; il rafforzamento del Biodistretto Alto Lazio, con filiere agroalimentari e innovazione produttiva; e il potenziamento del sistema universitario di Rieti, già oggetto di una convenzione tra USR Lazio, Università La Sapienza e Università della Tuscia, sostenuta da 15 milioni di euro stanziati da Casa Italia. Sul versante agroalimentare, una convenzione da 3,5 milioni di euro consentirà la realizzazione di laboratori di ricerca e produzione ad Amatrice.
Sul fronte digitale, è in corso un programma di copertura in fibra ottica e connettività 4G/5G nei 15 Comuni del cratere, con punti WiFi pubblici integrati ai percorsi escursionistici. Due le priorità trasversali: il rilancio del Terminillo come polo outdoor regionale e l’housing sociale come strumento concreto per contrastare lo spopolamento progressivo dell’Appennino laziale. Il Piano, capofila la Giunta regionale guidata dal presidente Francesco Rocca, punta a trasformare la ricostruzione in un’opportunità strutturale per il territorio.



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