La Regione Lazio prova a voltare pagina nella gestione dei rifiuti. Con l’approvazione in Giunta del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031, l’obiettivo dichiarato è chiaro: raggiungere, per la prima volta, la piena autosufficienza e chiudere il ciclo all’interno del territorio regionale.
Un passaggio atteso da oltre un decennio, dopo la chiusura della storica discarica di Malagrotta, che aveva lasciato il sistema in una condizione di forte dipendenza da impianti fuori regione e, in alcuni casi, anche all’estero.
Tra le principali novità del Piano c’è la riorganizzazione territoriale: si passa da cinque a due Ambiti Territoriali Ottimali (ATO):
- ATO 1, resto del Lazio
- ATO 2, Roma Capitale
Una scelta che punta a superare gli squilibri strutturali, in particolare il divario tra Roma e il resto della regione, e a rendere più efficiente la gestione.
Il Piano fissa traguardi stringenti entro il 2031:
- raccolta differenziata al 72,3% (con target intermedi al 2028)
- riduzione del 6% della produzione dei rifiuti
- drastico calo del conferimento in discarica, fino al 6%
Numeri che mirano ad allineare il Lazio agli standard europei e a ridurre la storica dipendenza dall’export di rifiuti, che oggi riguarda circa un milione di tonnellate l’anno.
A supporto della strategia, la Regione ha già stanziato 60 milioni di euro attraverso il programma PR FESR 2021-2027 per:
- potenziare la raccolta differenziata nei Comuni
- realizzare centri di raccolta e isole ecologiche
- sviluppare impianti di riciclo e trattamento
- sostenere i territori che ospitano discariche e termovalorizzatori
Un pacchetto di interventi che punta a rafforzare l’economia circolare e modernizzare l’intero sistema.
Il Piano prevede un rafforzamento deciso della dotazione impiantistica, con particolare attenzione agli impianti di recupero energetico e trattamento.
Tra gli interventi principali:
- il potenziamento del polo di San Vittore nel Lazio
- la realizzazione del nuovo termovalorizzatore a Santa Palomba, a servizio di Roma
- lo sviluppo di nuovi biodigestori e piattaforme per il riciclo
L’obiettivo è raggiungere l’autosufficienza entro il 2028, riducendo drasticamente il ricorso a impianti esterni.
Il Piano introduce anche criteri più rigorosi per la localizzazione degli impianti, con:
- vincoli ambientali e paesaggistici
- distanze minime da scuole, ospedali e centri abitati
- priorità alle aree industriali dismesse
Le Province e la Città Metropolitana dovranno ora tradurre queste indicazioni in mappe territoriali entro un anno.
Il nuovo PRGR si inserisce in un contesto complesso: nel 2023 il Lazio ha prodotto quasi 2,9 milioni di tonnellate di rifiuti, con una raccolta differenziata ferma poco sopra il 55% e forti squilibri tra territori.
La sfida, ora, è trasformare il Piano in risultati concreti, superando le criticità storiche e costruendo un sistema finalmente autonomo, sostenibile e più vicino agli standard europei.


