Il Lazio si conferma tra i territori più dinamici d’Italia sul fronte imprenditoriale. È quanto emerge dal report Movimprese relativo al primo trimestre 2026, che registra la regione al primo posto a livello nazionale sia per saldo imprenditoriale, con +2.477 imprese, sia per tasso di crescita.
Dati che, secondo il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, rappresentano «una conferma del buon operato dell’amministrazione» e testimoniano la vitalità del tessuto economico regionale.
Rocca ha sottolineato come il risultato sia il frutto del lavoro delle imprese del territorio, definite «il vero motore della crescita», evidenziando in particolare il dato di Roma, che si conferma la provincia con il miglior saldo imprenditoriale in Italia.
Accanto agli elementi positivi, però, restano le criticità: instabilità geopolitica e aumento dei costi energetici continuano a rappresentare fattori di rischio per la competitività del sistema produttivo.
L’obiettivo dell’amministrazione regionale, ha spiegato Rocca, è trasformare i segnali positivi in crescita stabile attraverso semplificazione amministrativa, sostegno agli investimenti e rafforzamento delle politiche per le imprese.
Un lavoro che punta a consolidare sviluppo economico e occupazione, in un contesto ancora segnato da incertezze internazionali.
Sul quadro positivo è intervenuta anche la vicepresidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, che ha definito i dati «incoraggianti ma da consolidare».
Il Lazio, ha spiegato, si conferma locomotiva della crescita nazionale grazie soprattutto al contributo delle società di capitali e alla forte espansione dei settori dei servizi, della finanza e delle attività professionali.
Allo stesso tempo, Angelilli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare la trasformazione del sistema produttivo, puntando su innovazione, accesso al credito, semplificazione e transizione digitale ed ecologica.
L’obiettivo dichiarato della Regione è rendere strutturale la crescita, rafforzando la competitività delle imprese e sostenendo i processi di internazionalizzazione ed export.
Un percorso che, secondo la giunta regionale, richiede continuità negli investimenti e una strategia di lungo periodo per trasformare la fase espansiva in sviluppo stabile e occupazione diffusa.


