Il 7 maggio 2026, alle ore 20.30, il Nuovo Teatro Ateneo ospita la prima italiana Pārvatīviraham di Kapila Venu, figura di riferimento del teatro classico indiano. L’appuntamento ed è prodotto dal Natana Kairali di Irinjalakuda (Thrissur, India del Sud). In scena, Kapila Venu—attrice-danzatrice formata nella rigorosa tradizione del teatro-danza—dialoga con un ensemble musicale composto da Kalamandalam Rajeev, Kalamandalam Hariharan e Kalanilayam Unnikrishnan, interpreti di una prassi esecutiva radicata.
L’iniziativa è organizzata con il contributo scientifico del professor Vito Di Bernardi e della professoressa Carmela Mastrangelo, configurandosi come dispositivo di mediazione tra sistemi performativi e contesti culturali differenti.
In Pārvatīviraham (“La separazione di Pārvatī da Śiva”), Kapila Venu inserisce la sua visione poetica femminista dentro il Naṅṅyār-kūttu, la forma femminile del Kūṭiyāṭṭam – dal 2001 riconosciuto dall’UNESCO come Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità – spingendo uno dei pezzi teatrali più famosi del repertorio classico verso sottili e radicali cambiamenti che sono in sintonia con la sensibilità indiana contemporanea. Kapila Venu è stata allieva del leggendario maestro di Kūṭiyāṭṭam Ammannūr Mādhava Cākyār ed è considerata oggi una delle più importanti attrici-danzatrici dell’India. È anche una protagonista della scena internazionale della danza contemporanea per la partecipazione agli spettacoli di Min Tanaka e Akram Khan.
Kapila Venu, una delle protagoniste più rigorose, poliedriche, e versatili dell’odierno revival del teatro classico indiano, con esperienze anche nella danza contemporanea grazie alle collaborazioni con Min Tanaka e Akram Khan, torna a Roma quasi vent’anni dopo la sua partecipazione al Romaeuropa Festival nel 2008. Lì Interpretò e danzò il ruolo di Śakuntalā, il romantico personaggio teatrale creato da Kālidāsa, il grande poeta e drammaturgo vissuto tra il IV e il V secolo d.C. Questa sera presenta al Nuovo Teatro Ateneo in prima italiana Pārvatīviraham (“La separazione di Pārvatī da Śiva”). Si tratta di un “assolo” che fu uno dei cavalli di battaglia del leggendario attore-sacerdote keralese Ammannūr Mādhava Cākyār, uno degli ultimi grandi interpreti di Kūṭiyāṭṭam, il genere più antico e longevo di teatro classico indiano riconosciuto dall’Unesco come “Capolavoro del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”.


