Una giornata che attraversa linguaggi e generazioni, tenuta insieme dal filo della memoria condivisa e della partecipazione. È il programma del 30 aprile di Lievito, rassegna che intreccia scuola, letteratura, musica e cinema in un unico racconto collettivo.
A chiudere la giornata sarà il cinema di Gianfranco Pannone, protagonista alle 21:00 al Corso con il documentario “Devozioni”, recentemente presentato al Bari International Film Festival. Un lavoro che indaga le radici del Sud tra riti e comunità, offrendo una riflessione sul rapporto tra fede, identità e partecipazione civile.
Il programma prende il via già al mattino, alle 9:00, con gli studenti dell’istituto comprensivo di via Tasso impegnati in “Dalla pagina allo schermo: scuole stellari”. Il progetto, ospitato a Palazzo M, unisce cinema e fumetto e culmina nella realizzazione di un cortometraggio di fantascienza, trasformando i ragazzi in autori.
Nel pomeriggio, dalle 16:00, spazio a due momenti paralleli che mettono in dialogo età diverse. Da una parte, i bambini dai 6 ai 10 anni partecipano alla lettura animata “Gira, gira…storia” con Chiara Agresti; dall’altra, l’incontro “Ben-essere anziani: incontro, salute e comunità” con il dottor Fausto Bonifacio propone una riflessione sul ruolo della cultura nella qualità della vita nella terza età.

Alle 18:00 la letteratura diventa ponte tra memoria individuale e storia collettiva con Pier Vittorio Buffa, che presenta il romanzo “Il pane non può aspettare”, dedicato alle scelte e ai conflitti di un gruppo di giovani durante uno dei periodi più drammatici della storia italiana. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Vittorio Buongiorno.

Alle 19:00, nel cortile di Palazzo M, la musica jazz del Giulio Bozzo Quintet accompagnerà il pubblico in “The Time Travelers”, un viaggio tra repertorio e composizioni originali ispirate a grandi nomi come Roy Hargrove e Woody Shaw.
A seguire, nel foyer, spazio alla degustazione a cura della Strada dei Vini e di Nad Chiosco.
Tra scuola, infanzia, terza età, letteratura, musica e cinema, il 30 aprile di Lievito si configura così come un racconto corale, capace di mettere in relazione esperienze e linguaggi diversi. Un percorso che trova nel cinema il suo punto di arrivo, ma che vive soprattutto nella capacità di costruire comunità attraverso la cultura.



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