Il lavoro stagionale nel litorale pontino continua a essere al centro delle criticità segnalate dalla UILTuCS Latina, che denuncia l’assenza di strumenti regolatori da parte delle amministrazioni comunali a tutela dei lavoratori del settore turistico. Secondo il sindacato, nessun Comune della provincia di Latina avrebbe adottato ordinanze simili a quelle in vigore in altre aree, come la costa romana, dove vengono introdotte misure specifiche per garantire il rispetto dei contratti e delle condizioni lavorative.
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In occasione del 1° maggio, la UILTuCS torna a sollecitare un confronto con i sindaci del territorio, chiedendo l’apertura di un tavolo prima dell’avvio della stagione estiva. Le richieste sono state già inoltrate ai Comuni costieri, dove il turismo rappresenta una delle principali fonti economiche. «Il settore turistico genera ogni anno importanti profitti, ma troppo spesso vengono ignorate le condizioni di chi ci lavora dentro», afferma il sindacato, sottolineando come stabilimenti balneari, ristorazione e strutture ricettive impieghino migliaia di addetti stagionali.
Nel mirino anche la narrazione ricorrente sulla presunta mancanza di personale: «Non è vero che i giovani non vogliono lavorare. Il problema è la qualità del lavoro e la presenza di fenomeni di sfruttamento ancora troppo diffusi», sostiene la UILTuCS, richiamando anche indagini e rilevazioni interne condotte negli anni. Il sindacato chiede un cambio di passo da parte delle istituzioni locali, ritenute finora poco presenti sul tema del lavoro regolare e della tutela contrattuale.
«Perché non vengono utilizzati gli strumenti a disposizione dei Comuni per garantire il rispetto dei contratti nazionali?», si domanda l’organizzazione sindacale, evidenziando la necessità di contrastare i cosiddetti “contratti pirata” e di garantire salari adeguati.
La UILTuCS invita quindi i sindaci a prendere posizione e ad aprire un confronto strutturato sul tema delle ordinanze, ritenute uno strumento possibile per migliorare le condizioni di lavoro nel settore. «Se nell’area romana è possibile intervenire con regolamenti specifici, non si comprende perché nel territorio pontino questo non avvenga», afferma Gianfranco Cartisano della UILTuCS Latina, che ribadisce la necessità di un intervento politico chiaro e immediato a tutela dei lavoratori stagionali.


