L’approvazione delle nuove tariffe Tari a Gaeta da parte della maggioranza consiliare che sostiene la giunta Leccese, con l’ulteriore aumento dell’11,5 % sulle utenze domestiche già tra le più esose della provincia, non è un provvedimento isolato ma frutto delle stesse logiche classiste e rapaci che da anni determinano le sorti della nostra città impoverendone le classi popolari e costringendo centinaia di residenti ad emigrare.
Un modello che prevede la privatizzazione di servizi e beni essenziali a beneficio esclusivo di ristretti comitati di interessi nell’ottica di un turismo a vantaggio di pochi che invece di tradursi in benessere generalizzato si ripercuote negativamente su gran parte della popolazione. Lo dimostra inequivocabilmente il fatto che a fronte di una popolazione di residenti in caduta verticale, ormai sotto i 19 mila abitanti, i costi di gestione tra cui quelli del conferimento in discarica continuino ad aumentare proprio a seguito della gestione privata e delle presenze turistiche.
Tali costi vengono fatti pagare proprio a chi non trae alcun beneficio da tale modello di sviluppo mentre ai signori feudali proprietari degli stabilimenti balneari vengono confermati sconti del 30%. In un quadro del genere appaiono del tutto insufficienti e inadeguate le condanne che arrivano da parte delle minoranze consiliari, mostratesi del tutto incapaci di proporre e sostenere in questi anni proposte realmente alternative.
Sono invece del tutto ridicole le assenze e i distinguo di autorevoli esponenti della maggioranza e della cosiddetta “destra sociale” che dopo aver condiviso integralmente l’impianto delle politiche antipopolari del governo cittadino ora in vista della prossima tornata elettorale tentano di rifarsi una qualche credibilità agli occhi dei cittadini, credendo evidentemente che siano tutti degli stolti. Potere al Popolo al contrario continua a ritenere che non sono i singoli provvedimenti ma la natura stessa delle politiche di questa destra da cui essi scaturiscono a rappresentare il problema, che con tali politiche non possano esistere compromessi e che il tavolo vada ribaltato.
Per questo rilanciamo la proposta della creazione di un’azienda speciale pubblica multiservizi affiancata da un organismo di controllo dei lavoratori per gestire al meglio efficienza e costi rimodulando le tasse in base al reddito e prevedendo esenzioni totali per le fasce più deboli.


