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Cultura & Eventi

LATINA | Prosegue con successo la rassegna “Il Teatro in Città”: in scena “La Cattedrale”

Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2026 12:17
Redazione Pubblicato 16 Aprile 2026
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Prosegue con successo al Teatro Santa Maria Goretti di Latina, la prima edizione de “Il Teatro in Città”, il festival dedicato al teatro amatoriale in programma sino al 9 maggio 2026.

Sabato 18 aprile presso il teatro sito in Viale XVIII Dicembre 21 il sipario si alzerà su “La Cattedrale” opera liberamente ispirato a Notre Dame de Paris di Victor Hugo, che vede la drammaturgia e la regia di Roberta Costantini e Marco Marino. Lo spettacolo dall’altissima professionalità e creatività ha vinto 60 Premi Nazionali per la regia, la drammaturgia e la qualità attoriale.

In scena ci saranno Pasquale Vezza, Gabriele Cannavale, Giuseppe Vezza, Lorenzo Ciufo, Marco Marino, Claudia Casale, Roberta Costantini, Massimiliano Lamante,Lorena Mordà, Roberta Grassi, Elisabetta Forte, Giovanna Rebecchi, Elisabetta Celozzi della compagnia teatrale “Constellazione” con il supporto tecnico di Nicola Nardella e Luca Nocella.

Ne La Cattedrale la drammaturgia sottrae la narrazione alla centralità forzata del personaggio di Quasimodo per restituirla a quella coralità che ben rappresenta l’universalità delle grandezze e delle miserie dei vari personaggi su cui agisce Ananke, il Destino. Allo spettatore viene attribuito il ruolo della pietra di cui è fatta la Cattedrale, quello di assistere ad un intreccio di destini e di storie strappate all’oblio che lasciano notevoli spunti di riflessione. Nello spazio scenico e in platea si muovono dodici attori proteiformi che mutano d’aspetto e di ruolo come in un rapido sfogliare di pagine. Evidenziano un mondo di finzione, falsità, convenienza, in cui imperversano l’accattonaggio morale e la pochezza etica, così pericolosamente specchio della quotidianità odierna. Un’esplosione emotiva dalla quale si dipartono schegge di amore e sensualità. La bellezza selvaggia di Esmeralda fa breccia in molti cuori, da quello del capitano Phoebus a quello dello sfortunato Quasimodo ma, soprattutto, in quello del tormentato Arcivescovo Claude Frollo, destinato ad imprimere agli eventi una svolta drammatica.

Nelle note di regia si legge: “In assenza di scenografie, all’interno della quadratura nera, sette le scale d’acciaio, nelle mani degli attori, mutano continuamente strutturando luoghi e ambientazioni diverse sotto gli occhi degli spettatori. I personaggi scolpiscono con questo rigido materiale strutture scenografiche perennemente in movimento, mentre usano costumi e teli come elementi aggiuntivi di un incessante divenire. La scena non è mai immobile, caratterizzata da un’evoluzione dinamica creata dalla regia che propone repentini cambi di situazioni e di atmosfere. Ne deriva uno svolgersi drammaturgico impregnato di ritmo e colpi di scena in cui la musica, usata dalla regia non come semplice sottofondo, ma come altro protagonista della narrazione, è parte essenziale dell’azione scenica. La regia ha scavato nel testo di Hugo per ritrovare la falda in cui scorreva la linfa che ha alimentato un’epoca storica e, così facendo, ha consentito a quella linfa di tornare in superficie e scorrere nuovamente nella nostra contemporaneità”

La manifestazione “Il Teatro in Città” che vede sfidarsi sul palco diverse compagnie amatoriali coniuga lo spettacolo con la solidarietà, infatti, parte dei proventi sono devoluti a diverse associazioni che operano nel territorio pontino.

L’iniziativa si è potuta realizzare grazie al supporto delle associazioni da APS Cantiere dell’Arte e dell’associazione culturale teatrale I SognAttori e al sostegno degli sponsor: Euro revisioni Latina, ZigoZago, Sanitaria & Ortopedia Piazza Moro 32, La Signorina Creativa, Studio AB Studio di Architettura Buono, Magi Café e Dark Moon, Katiuscia Scirè ed MPhotos.

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