L’incubo si ripete. Per la terza volta consecutiva, l’Italia manca la qualificazione ai Mondiali, al termine di una serata amara che resterà a lungo nella memoria dei tifosi. La sconfitta contro la Bosnia-Erzegovina del 31 marzo segna un nuovo punto basso nella storia recente della Nazionale.
La partita sembrava essersi messa subito in discesa per gli azzurri. Nel primo tempo, infatti, è Moise Kean a portare in vantaggio l’Italia con un gol di grande qualità: ricevuto il pallone, non ci pensa due volte e lascia partire un tiro potente e preciso che si infila all’incrocio dei pali, senza lasciare scampo al portiere avversario.
Ma al 41° minuto del primo tempo arriva l’episodio che cambia completamente l’inerzia del match. Alessandro Bastoni interviene in ritardo su un avversario e commette un fallo grave: l’arbitro Clement Turpin non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso, mandandolo anzitempo negli spogliatoi. Una decisione severa ma corretta, che lascia l’Italia in inferiorità numerica per tutto il resto della gara.
Nel secondo tempo, gli azzurri soffrono inevitabilmente la superiorità degli avversari. Difendono con ordine e determinazione, cercando anche qualche ripartenza, ma senza riuscire a trovare il colpo del raddoppio che avrebbe potuto chiudere la partita. E al 79° minuto arriva la beffa: è Tabakovic a firmare il gol dell’1-1, riportando la Bosnia in partita proprio nel momento di maggiore pressione.
Non mancano le polemiche: molti lamentano un episodio simile nell’area bosniaca che non è stato punito con lo stesso metro di giudizio. Tuttavia, al di là delle decisioni arbitrali, resta la sensazione che l’Italia avrebbe potuto — e dovuto — fare di più.
I tempi supplementari scorrono senza grandi emozioni: entrambe le squadre appaiono stanche e più attente a non scoprirsi che a cercare la vittoria. Così, il destino della partita si decide ai calci di rigore.
Il primo errore è pesantissimo: Francesco Pio Esposito calcia alto, mandando il pallone in curva e spegnendo subito parte delle speranze italiane. La Bosnia, invece, è perfetta dal dischetto.
Dopo i rigori trasformati da Sandro Tonali per l’Italia e da Tabakovic e Alajbegovic per la Bosnia, arriva il momento decisivo: Bryan Cristante deve segnare per tenere vive le speranze, ma colpisce in pieno la traversa. Il colpo finale lo infligge Bajraktarevic, che nonostante l’intuizione di Gianluigi Donnarumma trova comunque la rete decisiva.
Finisce così: la Bosnia-Erzegovina vola ai Mondiali, mentre l’Italia resta ancora una volta a casa.


