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Mondoreale > Blog > Regione > ROMA | Liste d’attesa e presidi vuoti: Europa Verde critica la gestione della sanità laziale
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ROMA | Liste d’attesa e presidi vuoti: Europa Verde critica la gestione della sanità laziale

Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2026 16:05
Redazione Pubblicato 17 Marzo 2026
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Il piano anti-liste d’attesa della Regione Lazio sembra ancora privo di risultati concreti: a quasi tre anni dall’avvio, si stanno ancora valutando quali siano le prestazioni più critiche, mentre nel 2025 circa 1,7 milioni di cittadini della regione hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria necessaria.

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Il tasso di rinuncia ha raggiunto punte tra il 12 e il 15% (a seconda delle rilevazioni Istat e Crea Sanità), quasi raddoppiato negli ultimi due anni di amministrazione. Le cause principali sono i tempi di attesa eccessivi nel settore pubblico, indicati dal 63% dei rinunciatari, e l’impossibilità di rivolgersi al privato per i costi troppo elevati (62%).

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«Dopo tre anni di amministrazione Rocca – affermano Alessandro Cavaliere, responsabile Sanità Lazio e membro del Direttivo di Europa Verde, e Flavia Scifoni, membro del CER di Europa Verde – la sanità del Lazio appare come un red carpet: si inaugurano strutture, si tagliano nastri, si annunciano nuovi ospedali e case della comunità, ma dietro le quinte i reparti restano vuoti o sottodimensionati. La domanda è semplice: chi lavorerà in questi presidi?»

Cavaliere sottolinea come i dati sulle assunzioni sbandierati dalla Giunta non coincidano con la realtà dei territori: «Si parla da mesi di un maxi-piano da quasi 10.000 unità, ma tra pensionamenti massicci, medici che fuggono verso il privato o all’estero e precari ancora in attesa di stabilizzazione, il saldo reale è drammaticamente basso. Oggi si aprono più strutture di quante siano le figure professionali effettivamente immesse nel sistema pubblico».

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Secondo Cavaliere, il problema è strutturale: «Inaugurare una Casa della Comunità o un nuovo reparto grazie ai fondi del Giubileo o del PNRR è facile, gestirlo con personale stabile è un’altra cosa. Molti nuovi presidi funzionano solo grazie a turni massacranti del personale già in servizio o, peggio, tramite cooperative di ‘gettonisti’ che costano il triplo e minano la continuità assistenziale».

Flavia Scifoni aggiunge: «Annunciare che i macchinari per le TAC resteranno accesi h24 è inutile se non c’è personale tecnico e medico per refertare. Senza assunzioni reali, quelle macchine producono solo costi di manutenzione, non salute».

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Il cosiddetto piano anti-liste continua a fare affidamento sul privato convenzionato come unico sostegno. «Tre anni sono un tempo sufficiente per rilanciare la sanità pubblica – concludono Cavaliere e Scifoni – Se le liste d’attesa restano bloccate, significa che la scelta di depotenziare il pubblico a favore dei privati è politica, non tecnica».

I cittadini del Lazio non hanno bisogno di nuovi edifici, ma di medici, diagnosi in tempi certi e di una medicina territoriale effettiva. «Rocca smetta di fare il commissario ai lavori pubblici e inizi a fare l’assessore alla Salute», concludono i rappresentanti di Europa Verde.

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