Il ricordo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine torna al centro della commemorazione istituzionale nel giorno dell’anniversario.
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Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha reso omaggio alle 335 vittime della strage nazista, sottolineando come si tratti di “una delle pagine più dolorose della storia italiana”, che colpì indistintamente civili e militari, persone di ogni età, fede e condizione sociale.
Nel corso della giornata è stata deposta una corona di alloro presso il Tempio Maggiore di Roma, in memoria dei deportati e delle vittime della comunità ebraica romana, tra cui 75 uccisi alle Fosse Ardeatine.
Rocca ha ribadito il ruolo delle istituzioni nella tutela della memoria: “È un dovere custodire questi ricordi attraverso cerimonie, iniziative educative e politiche pubbliche capaci di contrastare antisemitismo, razzismo e ogni forma di intolleranza”.
Un passaggio centrale del messaggio riguarda il valore attuale della memoria: “La democrazia richiede cura quotidiana – ha affermato – e la libertà non è mai acquisita una volta per tutte. L’odio e la disumanizzazione possono riemergere quando si abbassa la guardia”.
Da qui il richiamo al significato simbolico delle Fosse Ardeatine, definite “luogo sacro per la nazione”, e al principio cardine ribadito dal governatore: “La dignità umana è inviolabile. Nessuna ideologia o emergenza può giustificarne la negazione”.
Infine, un messaggio rivolto ai più giovani: la memoria, ha concluso Rocca, “non chiede di portare il peso del passato, ma di custodirne il significato”, formando cittadini consapevoli e attenti ai segnali di odio e violenza.





