Il referendum sulla riforma della giustizia si avvicina e, al momento, il fronte del No risulta in vantaggio. È questo il quadro che emerge dall’ultima rilevazione realizzata da Ipsos per il Corriere della Sera, che fotografa un elettorato ancora diviso, ma soprattutto non del tutto coinvolto da un tema che fatica ad accendere il dibattito pubblico.
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Secondo il sondaggio, la riforma della giustizia continua infatti a non suscitare un forte interesse tra i cittadini. Solo poco più del 50% degli intervistati dichiara di sentirsi almeno abbastanza informato sull’argomento, mentre la quota di chi si definisce “molto informato” resta ferma al 10%. Un dato che conferma come, per una larga parte dell’elettorato, il referendum resti ancora poco chiaro nei contenuti e nelle possibili conseguenze.
Anche sul fronte della rilevanza percepita del quesito emergono segnali di un coinvolgimento non pieno: il 58% degli intervistati considera la riforma almeno abbastanza importante, come riportato da diversi organi di informazione, ma il dato registra una flessione di due punti rispetto a tre settimane fa. Un calo che potrebbe incidere anche sulla partecipazione complessiva al voto, vero nodo centrale della consultazione.
Proprio l’affluenza potrebbe infatti rivelarsi decisiva. Il 37% degli intervistati afferma di essere certo di recarsi alle urne, in lieve crescita di un punto, mentre un ulteriore 12% si dice ancora incerto, ma sta valutando la possibilità di votare. Un dato, quest’ultimo, in calo di quattro punti, che conferma come la mobilitazione degli elettori sarà uno degli elementi chiave per determinare l’esito finale del referendum.
Al di là dell’attuale vantaggio del No, dunque, la “partita” resta aperta. Molto dipenderà dalla capacità dei comitati, dei partiti e dei promotori di convincere gli indecisi e, soprattutto, di portare gli elettori alle urne. Per ora, più che gli orientamenti già consolidati, a pesare sul risultato finale sembra essere soprattutto il livello di partecipazione.


