Si accende lo scontro politico sulla Commissione Trasparenza, con i commissari di maggioranza che abbandonano i lavori denunciando un utilizzo “distorto” dell’organo istituzionale.
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In una nota, Valletta, Coriddi, Galardo, Mulè, Scalco, Coluzzi, Belvisi e Licata parlano di “un ennesimo tentativo delle opposizioni di piegare la Commissione a fini esclusivamente politici”, accusandole di aver ricostruito i fatti in modo strumentale.
Al centro della vicenda, le questioni sollevate dal sindacato UGL, che – secondo la maggioranza – riguarderebbero aspetti tecnici e gestionali interni all’azienda speciale ABC, e quindi non di competenza della Commissione. “Non può essere trasformata in un tribunale politico né utilizzata per affrontare temi che spettano ad altri organi”, sottolineano i commissari, motivando così la decisione di lasciare la seduta.
La maggioranza ribadisce inoltre che il Comune può intervenire solo in via subordinata rispetto alle dinamiche interne dell’azienda, accusando le opposizioni di “confondere i livelli di responsabilità e alimentare disinformazione”.
Nel comunicato viene evidenziato anche un passaggio ritenuto “grave”: secondo quanto riferito dal direttore generale, esisterebbero difformità tra il progetto originario e le esigenze del servizio, che negli anni hanno reso necessario un complesso lavoro di riorganizzazione e l’aggiornamento del piano industriale, ancora non formalizzato. Un percorso che, per la maggioranza, richiede sedi adeguate e non “passerelle politiche”.
Non manca un attacco all’amministrazione precedente: il progetto dell’azienda speciale, avviato durante la gestione Coletta, viene definito “inadeguato” e responsabile delle criticità attuali, su cui l’attuale amministrazione sarebbe impegnata in un “sforzo importante” per tutelare un patrimonio ritenuto strategico per la città.
Dure critiche anche alla presidente della Commissione, accusata di aver proseguito i lavori in assenza del numero legale, “in violazione delle regole di funzionamento degli organi istituzionali”.
Infine, la maggioranza condanna quella che definisce una “strumentalizzazione dei lavoratori”, sottolineando come le difficoltà del sistema di raccolta e degli operatori non debbano essere utilizzate per fini politici.
“Continueremo a lavorare con serietà per migliorare il servizio e dare risposte concrete ai cittadini”, concludono i commissari, respingendo le polemiche.


