Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha liquidato come una “perdita di tempo” le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui Iran sarebbe pronto ad affrontare un’eventuale operazione di terra condotta da Stati Uniti e Israele. In un’intervista telefonica rilasciata a NBC News, Trump ha sostenuto che Teheran avrebbe ormai perso gran parte delle proprie capacità militari. “È solo una perdita di tempo. Hanno perso tutto: la Marina, e praticamente ogni altra risorsa che potevano perdere”, ha affermato. Il presidente ha lasciato intendere che l’invio di truppe di terra non è, almeno per ora, tra le opzioni sul tavolo, ma ha assicurato che le operazioni militari annunciate nei giorni scorsi continueranno. Interpellato dalla stessa emittente, Araghchi aveva replicato con toni di sfida alla possibilità di un intervento terrestre statunitense: “Li stiamo aspettando”, aveva dichiarato, sostenendo che le forze iraniane sarebbero pronte a fronteggiarle e che un simile scenario si trasformerebbe in “un grande disastro” per gli Stati Uniti.
Guardando al futuro politico dell’Iran, Trump ha inoltre fatto riferimento alla possibilità di un cambiamento ai vertici del Paese. “Vogliamo ripulire tutto”, ha detto, aggiungendo di avere in mente alcune persone che potrebbero guidare il Paese. Non ha però fatto nomi, limitandosi a dire che Washington preferirebbe una leadership capace di governare stabilmente, senza dover ricostruire il Paese nell’arco di un decennio. Nelle ore precedenti, il presidente statunitense aveva anche dichiarato che l’Iran avrebbe cercato un accordo con Washington, ma che la richiesta sarebbe arrivata troppo tardi. Secondo Trump, le operazioni militari starebbero procedendo più velocemente del previsto e avrebbero già colpito in modo significativo le capacità militari iraniane: circa il 60% dei sistemi di lancio di missili e droni sarebbe stato distrutto, mentre la marina iraniana avrebbe perso 24 navi in tre giorni. Il presidente ha inoltre sostenuto che il Paese non dispone più di un’aviazione operativa né di una difesa aerea efficace e che le sue comunicazioni militari sarebbero ormai gravemente compromesse.


