Manca ormai pochissimo al lancio di Artemis II, missione storica della NASA che riporterà esseri umani in orbita lunare a oltre 50 anni dall’ultima volta. La partenza è prevista per il 2 aprile 2026 alle 00:24 italiane (le 18:24 locali del 1° aprile), in una finestra di lancio della durata di due ore. Il razzo SLS è pronto sulla piattaforma 39B del Kennedy Space Center, mentre l’equipaggio – Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen – ha completato le procedure preliminari a Cape Canaveral dopo due settimane di quarantena. Al momento, il meteo è favorevole all’80%, e in caso di rinvio sono già previste nuove finestre fino al 6 aprile.
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La missione durerà 10 giorni e prevede un sorvolo ravvicinato della Luna, con l’obiettivo di testare in orbita tutti i sistemi della capsula Orion. Il momento cruciale sarà l’ingresso in orbita lunare, fondamentale in vista dei futuri allunaggi di Artemis IV, non prima del 2028. La missione successiva, Artemis III, si concentrerà invece su un test in orbita terrestre del sistema di discesa lunare.
Nonostante l’euforia per il lancio imminente, il programma Artemis affronta alcune incertezze. La NASA ha annunciato una riorganizzazione strutturale dovuta a ritardi nello sviluppo dei sistemi di discesa lunare e a vincoli di bilancio. Il progetto Lunar Gateway, previsto come stazione orbitale di supporto per le future missioni, è stato messo in standby, costringendo l’agenzia a ridefinire la strategia per la presenza umana sulla Luna. L’obiettivo rimane suddiviso in tre fasi:
1. 2026-2028 – invio di strumenti e rover per la ricognizione robotica dei siti di allunaggio;
2. 2029-2032 – costruzione delle prime infrastrutture semi-abitabili;
3. 2032 in poi – completamento delle strutture per una presenza umana continuativa.
In questo scenario, l’Italia si prepara a svolgere un ruolo strategico nella collaborazione bilaterale con gli Stati Uniti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in missione a Washington, ha annunciato la partecipazione italiana nella costruzione di un modulo abitativo per astronauti, con il know-how delle imprese torinesi. “Questa cooperazione consentirà di portare presto anche un astronauta italiano sulla Luna”, ha dichiarato Urso, sottolineando il valore tecnologico e simbolico del progetto per il paese e per le nuove generazioni.
Durante la visita istituzionale, Urso ha incontrato l’Amministratore della NASA, Jared Isaacman, e ha confermato l’istituzione di un gruppo di lavoro bilaterale Italia-USA sulle materie prime strategiche, con l’obiettivo di garantire autonomia e resilienza nella catena di approvvigionamento e nel riciclo delle risorse. L’Italia è candidata ad ospitare uno dei due depositi pilota europei di stoccaggio delle materie prime critiche.
Nonostante le sfide economiche e logistiche, la missione Artemis II rappresenta un passo cruciale nella storia dell’esplorazione spaziale: il ritorno dell’uomo vicino alla Luna, la sperimentazione dei sistemi Orion con equipaggio a bordo e la collaborazione internazionale che coinvolge anche l’Italia aprono una nuova era per l’esplorazione del satellite terrestre.


