Con l’entrata in vigore definitiva del Ccnl 2022-2024 dell’Area della Dirigenza Medica e Sanitaria, firmato dall’ARAN dopo la certificazione della Corte dei conti, arrivano aumenti e arretrati per circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale (120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici). Sono stanziati 1,2 miliardi di euro, che garantiscono un +7,27% di incremento medio, 491 euro lordi medi mensili per 13 mensilità, arretrati medi vicini ai 7mila euro, fino a circa 14mila per i ruoli apicali. Gli aumenti saranno visibili già nella busta paga di marzo. Il contratto rafforza inoltre la retribuzione di posizione fissa, con un aumento del 55% per i neoassunti, per rendere più attrattivo il SSN. Crescono anche l’indennità per la direzione di struttura complessa e quelle di specificità per medici, veterinari e altri dirigenti sanitari.
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Tra le novità normative la possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro entro 5 anni dalla cessazione, maggiori garanzie nella fruizione delle ferie, tutela per il personale vittima di aggressioni (patrocinio legale e supporto psicologico). Intanto sono partite le procedure per i rinnovi 2025-2027, che coinvolgeranno medici, infermieri e personale del comparto sanitario: le risorse complessive ammontano a 3,54 miliardi di euro per oltre 730mila lavoratori. Gli aumenti stimati, con i soli fondi contrattuali, sarebbero pari al 5,4%, cioè circa 387 euro lordi mensili per i medici e 143 euro per il personale non dirigente.


