“L’approvazione della legge regionale sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rappresenta un passaggio importante per il Lazio, perché rimette al centro il diritto allo studio, l’inclusione e le pari opportunità di migliaia di bambini, ragazzi e adulti che ogni giorno convivono con i DSA”, lo dichiara Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, commentando l’approvazione unanime della nuova legge regionale.
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“È una norma che nasce dall’ascolto – spiega Tripodi – delle famiglie, delle associazioni e, in particolare, della Fondazione Irene, che ha proposto validi emendamenti, delle scuole e degli operatori. La legge rafforza a livello regionale i principi già sanciti dalla normativa nazionale, offrendo finalmente una cornice più concreta e vicina ai territori”.
Con questo provvedimento, la Regione Lazio compie un passo avanti nel riconoscere che i DSA non sono una patologia, ma una condizione che richiede strumenti adeguati, tempi corretti e un sistema di supporto continuo lungo tutto il percorso di crescita, dalla diagnosi precoce all’età adulta.
“È particolarmente significativo – aggiunge Tripodi – che la legge intervenga non solo sull’ambito scolastico, ma anche su quello sociale e lavorativo, promuovendo una visione più ampia e moderna dell’inclusione. Come Forza Italia abbiamo sostenuto con convinzione questo percorso, perché crediamo che una buona politica debba rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto dei più giovani e delle loro famiglie”.
Tripodi ha inoltre evidenziato come il voto unanime del Consiglio regionale rappresenti un segnale di unità e responsabilità: “Su temi come questo è possibile e doveroso superare le divisioni politiche, mettendo al primo posto l’interesse generale”.
Guardando al futuro, il vicepresidente della Commissione Sanità ha sottolineato che la vera sfida sarà l’attuazione della legge: “Sarà fondamentale garantire tempi certi per le diagnosi, risorse adeguate per i servizi, sostegno concreto alle famiglie e una reale collaborazione tra sanità e scuola. Solo così questa norma potrà tradursi in un cambiamento tangibile nella vita quotidiana delle persone con DSA e non restare una buona intenzione sulla carta. La Regione Lazio ha dato un segnale importante di attenzione e responsabilità. Il nostro impegno sarà vigilare affinché questa legge diventi uno strumento efficace, capace di costruire una società più equa, più inclusiva e più attenta alle fragilità, che non sono limiti ma caratteristiche da accompagnare e valorizzare”.


