Un altro ordigno ha turbato il sonno dei residenti di via Guido Rossa, nella zona popolare delle case Gescal a Latina. L’esplosione è avvenuta intorno alle 2:25 della notte, proprio davanti ai palazzi noti come “Arlecchino”, già al centro dell’attenzione per precedenti episodi legati a tensioni dovute al controllo dello spaccio.
Questa volta, però, il bersaglio dell’attacco appare del tutto scollegato da contesti criminali. A subire i danni è stata una Smart Fortwo di proprietà di una donna di 65 anni, incensurata, che ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce né di essere coinvolta in dinamiche sospette.
Secondo le prime ricostruzioni, una bomba carta è stata posizionata nei pressi del parabrezza anteriore, lato guida. L’ordigno ha provocato danni evidenti alla carrozzeria, facendo saltare parti del cofano, uno specchietto e i tergicristalli, ma senza coinvolgere altri veicoli parcheggiati nelle vicinanze.
L’esplosione ha svegliato numerosi residenti, alcuni dei quali si sono affacciati e hanno immediatamente notato i danni. L’allarme al numero unico 112 ha fatto scattare l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area, e dei carabinieri della Compagnia di Latina, che hanno avviato rilievi tecnici e ascoltato testimoni.
L’episodio si aggiunge a una serie di esplosioni ravvicinate nella stessa zona: appena 24 ore prima, un ordigno era deflagrato davanti a un altro edificio della stessa via. Gli investigatori non escludono un possibile collegamento tra i due attentati, anche se l’obiettivo scelto questa volta — una donna fuori da ogni contesto criminale — rende difficile interpretare il movente.
Restano aperte tutte le ipotesi: potrebbe trattarsi di un errore, di un messaggio mal recapitato o di un tentativo di seminare ulteriore caos in un quartiere già sotto pressione. Di certo, l’episodio conferma un clima di tensione crescente nel capoluogo pontino, dove la criminalità locale sembra tornata ad alzare il tiro.


