La recente decisione di Stellantis di abbandonare il programma di sviluppo dei veicoli alimentati a idrogeno rappresenta una svolta significativa per il settore automotive europeo e una riflessione necessaria sul futuro della mobilità sostenibile.
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A fronte di un mercato globale dell’idrogeno in espansione – stimato in oltre 34 miliardi di dollari nel 2024 e destinato a superare i 500 miliardi entro il 2033 – il gruppo automobilistico ha scelto di ritirarsi da un segmento considerato finora strategico, a causa di tre fattori chiave: la scarsità di infrastrutture di rifornimento, i costi elevati di sviluppo e la mancanza di adeguati incentivi pubblici.
“Questa decisione – sottolinea Letizia Bongiorno, Presidente di Confartigianato Imprese Latina – è un segnale importante per tutto il comparto manifatturiero. Ci dimostra che la transizione ecologica e digitale richiede non solo visione, ma anche un sistema di supporto coerente che accompagni le imprese, grandi e piccole, nel cambiamento. Le PMI non possono affrontare da sole le sfide legate all’innovazione, soprattutto in assenza di un ecosistema infrastrutturale e normativo adeguato.”
Stellantis ha così interrotto la produzione della nuova gamma di veicoli commerciali a idrogeno, inizialmente prevista per l’estate 2024, nonostante importanti investimenti in ricerca e sviluppo e la creazione del polo europeo SymphonHy in Francia. La riorganizzazione interna, aggravata da un calo del 17% del fatturato e un crollo degli utili del 70%, ha reso inevitabile la scelta di puntare esclusivamente sull’elettrico a batteria, ritenuto più maturo e sostenibile nel breve-medio termine.
“In questo scenario – prosegue Bongiorno – è fondamentale che le istituzioni europee e nazionali pongano maggiore attenzione al ruolo delle micro e piccole imprese nella filiera automotive. Occorrono politiche industriali lungimiranti, incentivi reali e una pianificazione infrastrutturale che non lasci indietro nessuno. La sostenibilità non può essere solo uno slogan, ma deve tradursi in opportunità concrete per il nostro tessuto produttivo.”


