Terracina è stata recentemente premiata nel contesto del secondo Ecoforum per le province di Frosinone e Latina, ricevendo il riconoscimento di Comune Riciclone per aver superato il 65% di raccolta differenziata. Tuttavia, nonostante il premio, Legambiente Terracina esprime forti perplessità sulla gestione del servizio rifiuti in città, sottolineando il progressivo peggioramento degli indicatori di performance ambientale e l’aumento dei costi a carico dei cittadini.
Un riconoscimento tra luci e ombre
L’Ecoforum, promosso da Legambiente Lazio con il contributo di Conai e il patrocinio della Regione Lazio, ha evidenziato la crescita della raccolta differenziata nella provincia di Latina, che ha raggiunto il 63,7% nel 2023, con un incremento di quasi tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nonostante questo trend positivo, Terracina mostra un preoccupante calo delle proprie percentuali di RD, passando dal 75,11% del 2020 al 71,87% del 2023, con una costante flessione negli ultimi cinque anni.
A questo si aggiunge la mancata adesione agli obiettivi Rifiuti Free e Plastic Free, due strategie fondamentali per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Se da un lato la produzione pro-capite complessiva di rifiuti è leggermente diminuita, dall’altro la frazione indifferenziata è in costante aumento, attestandosi a 150,94 kg per abitante nel 2023, un dato ben lontano dalla soglia dei 75 kg pro-capite richiesta per essere considerati Comuni Rifiuti Free.
Anche sul fronte della plastica i numeri non sono incoraggianti: con una produzione pro-capite di 16,74 kg per abitante all’anno, Terracina è ancora lontana dal valore di 10 kg pro-capite, necessario per rientrare tra i Comuni Plastic Free.
Aumento dei costi e incertezze sulla nuova gara d’appalto
Legambiente Terracina sottolinea anche un altro aspetto critico: l’aumento dei costi di gestione del servizio rifiuti, nonostante la riduzione della quantità totale di rifiuti prodotti. Il costo unitario per kg è infatti passato da 37,4 centesimi nel 2021 a 38,3 centesimi nel 2023, senza una corrispondente ottimizzazione del servizio.
Inoltre, la nuova gara d’appalto, in fase di aggiudicazione e del valore di 93 milioni di euro per 9 anni, non sembra garantire miglioramenti né dal punto di vista della qualità del servizio né dal punto di vista economico. Secondo Legambiente, il capitolato speciale non valorizza adeguatamente il principio della tariffazione puntuale (TARIP), un sistema che premia i cittadini più virtuosi e riduce i rifiuti destinati a inceneritori e discariche.
“La TARIP avrebbe dovuto essere applicata in tutti i Comuni del Lazio entro il 2020, ma a oggi non abbiamo alcuna informazione sull’effettiva implementazione del progetto a Terracina, nonostante la Regione Lazio avesse finanziato il Comune con 94.420 euro per l’adozione di questo sistema”, afferma Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”.
Il confronto con i comuni virtuosi e la necessità di un cambio di rotta
A peggiorare il quadro c’è il confronto con i Comuni limitrofi più virtuosi: Fondi si posiziona tra i migliori del Lazio con 82,4% di raccolta differenziata, mentre San Felice Circeo raggiunge l’81,8%, con un trend di crescita costante.
Per Legambiente, Terracina sta perdendo terreno non solo per la gestione dei rifiuti ma anche per la mancanza di una visione strategica. La sospensione dell’ordinanza Plastic Free, entrata in vigore nel giugno 2020 e mai più ripristinata, ha interrotto un percorso virtuoso che avrebbe potuto ridurre significativamente l’uso di plastica monouso.
“Mai come in questo momento, con la nuova gara d’appalto in corso, sarebbe fondamentale ripensare il modello di gestione dei rifiuti, puntando su un sistema consortile che coinvolga più comuni per ottimizzare i costi e sviluppare una rete impiantistica più efficiente”, conclude Giannetti.
Legambiente chiede quindi all’amministrazione comunale di invertire la rotta, ripristinando le politiche Plastic Free e implementando finalmente la tariffa puntuale, per evitare di vedere Terracina scivolare ancora più indietro nelle classifiche dei comuni più virtuosi.


