“La presa d’atto del CNEL ( Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) dimostra – dichiara Contucci Alessandro Segretario Generale della Uiltucs di Roma e del Lazio – che l’incontrollata proliferazione dei CCNL ( Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) , sottoscritti da associazioni sindacali poco o per nulla rappresentative, ha portato all’indebolimento del mercato del lavoro e dei diritti dei lavoratori. “il riconoscimento di questa problematica da parte di un organo istituzionale segna un passo significativo verso una maggiore consapevolezza”.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Cotral, Ghera (FDI): “Bilancio 2025 conferma il buon lavoro sul trasporto pubblico nel Lazio”
TERRACINA | Mobilità, Calvi: “Sblocco da 60 milioni di euro per le infrastrutture, svolta per lo sviluppo del territorio”
USA | Missione Regione Lazio in California: la cultura come ponte tra identità e innovazione
La ricerca sul dumping contrattuale oggetto del seminario al Cnel presentata per la prima volta a Dicembre nell’ambito di un evento sulla legalità svolto a Roma e promosso da Uiltucs di Roma e del Lazio, Filcams Cgil Roma e Lazio, Fisascat Roma Capitale e Rieti e Confcommercio Roma, ha evidenziato, comparando i trattamenti contrattuali di diversi contratti nazionali del terziario, distanze eclatanti sia sotto il profilo retributivo che normativo con il CCNL sottoscritto da Filcams Fisascat e Uiltucs con Confcommercio che risulta essere il contratto che riesce a garantire maggiori tutele per i lavoratori e una sana competizione tra imprese.
Già in occasione della presentazione della ricerca a Dicembre, continua il sindacalista abbiamo evidenziato come il fenomeno della proliferazione contrattuale nel terziario, è strettamente collegato al tema della qualità del lavoro e del lavoro povero ribadendo che non si può più attendere: è necessaria una legge sulla rappresentanza per impedire che si possano applicare contratti con differenziali di reddito annuale lordo, a parità di mansione. Non ci si può nascondere dietro la libertà sindacale sancita dall’art 39 per consentire l’applicazione di contratti che penalizzano i lavoratori e vengono sottoscritti in mancanza di un interesse collettivo rappresentativo reale e verificabile“.


