“Roma non è la porta girevole della sinistra: escono ed entrano come se fosse casa loro. Questo rimpasto rappresenta l’ennesimo caso di spartizione da manuale Cencelli dove addirittura un politico passa a fare il dirigente. La Capitale travolta dalle guerre tra le correnti della sinistra è al fallimento, ma il sindaco Gualtieri ha altro da fare: applicare alla lettera il vecchio, ma sempre caro a certa politica, ‘manuale Cencelli’, per distribuire ancora una volta le poltrone in una logica di spartizione interna e tenere in piedi la baracca. Tornano in sella i rifiutati dalle urne per non scontentare la sinistra estrema in sostituzione dell’assessore Gotor che era ‘in quota’ al Primo Cittadino, il quale a sua volta ha chiesto in cambio la nomina dell’assessore al personale delegando direttamente il suo capo segreteria.
A questo punto l’ex assessore Catarci rimane fuori e gli si offre una direzione amministrativa, ancora da istituire, da oltre 100 mila euro l’anno. Sarebbe l’ottavo ufficio di scopo creato ad arte nel Gabinetto del Sindaco. Appare inopportuno che un politico fino a un giorno fa, in barba alla separazione dei compiti e dell’indipendenza dei ruoli, possa essere nominato al vertice amministrativo ricoperto solo da dirigenti in possesso dei titoli richiesti dalla legge.
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Il capolavoro del rimpasto si completa con il ritorno dell’ex capo di gabinetto, furiosamente allontanato, e che ora anela al suo quinto incarico. Ma la coalizione scricchiola comunque, e ancora una volta l’attività principale della sinistra si esprime nel trionfo del poltronismo più becero”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori, commentando le nuove nomine nella Giunta di Roma Capitale.


